Un momento di fragilità legato alla mancanza di un lavoro e alla sua difficile situazione economica ha spinto il 52enne di Ariano Irpino ad allontanarsi da casa per alcune ore fino a far temere anche il peggio.
Nel messaggio lasciato alla moglie, vi era tutta la disperazione di un padre di famiglia finito in difficoltà economiche. L’uomo dopo aver parcheggiato la sua auto nel Silos Calvario ha scelto un posto nella struttura ed è li che ha trascorso il suo tempo senza mai allontanarsi. Lo riferisce egli stesso il giorno dopo: "Non mi sono mai spostato dal parcheggio."
Qualcuno aveva anche notato la sua insolita presenza in quel luogo senza però dare troppa importanza al caso. Un pomeriggio di grande apprensione per moglie e figli. Il telefono del 52enne continuava a squillare ripetutamente a vuoto, in tanti avevano cercato di stabilire un contatto con lui ma senza esito alcuno.
Alle 20.20 la svolta, l’uomo, telefona ad un poliziotto, l’assistente capo Augusto Masuccio, suo amico d’infanzia e svela di trovarsi sul colle Calvario. Viene raggiunto immediatamente sul posto. L’agente insieme al collega Giuseppe Riccio provvedono ad accompagnarlo negli uffici del Commissariato di Polizia Ciriaco Di Roma al fine di tranquillizzarlo ed avviare un dialogo con lui. Della situazione viene informata costantemente il Vice Questore Maria Felicia Salerno, che nel pomeriggio, aveva diretto proprio in quella zona, tra via Calvario e via D’Afflitto un’operazione di polizia unitamente al Monopolio di Stato.
Alla fine intorno alle 22.40 sono stati i due assistenti capo, dopo averlo rincuorato e tirato su di morale, ad accompagnarlo da moglie e figli.
Una storia a lieto fine tra lacrime e abbracci, che si spera possa far riflettere le istituzioni, sempre più distratte di fronte a questa incalzante richiesta di lavoro, che spinge purtroppo tante persone a compiere anche gesti estremi in momenti di difficoltà estrema e forte disperazione.
Non serve aggiungere altro o svelare necessariamente il nome dell'uomo ed altri particolari riferiti alla sua identità..
Comune, associazioni caritatevoli, servizi sociali e chiesa, ognuno nelle sue rispettive competenze, faccia la sua parte ora per venire incontro alle esigenze di quest'uomo e di quanti come lui lottano ogni giorno con tanti sacrifici per riuscire a mettere un piatto a tavola ed affrontare il calvario della vita....
E' questa la triste e amara realtà, che purtroppo interessa moltissime famiglie, c'è chi è più forte e coraggioso nell'affrontare un dramma e chi invece, come quest'uomo, avrà sentito troppo pesante il peso della croce cadendo a terra, non a caso proprio sul Calvario, il cui nome rievoca la sofferenza e il dolore di Cristo....
Ma ora che è riuscito a rialzarsi da terra e a proseguire il suo cammino faticoso, non lasciamolo solo!!!!
Gianni Vigoroso
