Quella dell'ex Isochimica è una ferita ancora sanguinante per Avellino. Se poi quell'area oggi, a distanza di 30 anni, viene ulteriormente mortificata dall'inciviltà della gente ecco che degrado e abbandono diventano tutt'uno con lo scheletro della fabbrica dei veleni di borgo Ferrovia.
Persino la lapide in memoria dei lavoratori uccisi dall'amianto, di recente restaurata, è minacciata dall'incuria, stride il manifesto della bonifica, peraltro appena avviata, con l'erba alta che lo avvolge.
Spostandosi di qualche metro lungo la rampa che porta alla Bonatti ci imbattiamo in un divano lasciato lì lungo la strada nell'indifferenza di tutti, Comune compreso, che ha chiuso l'area ecologica a campo Genova per una fantomatica Smile Arena, stoppata da Tar e Arpac.
Gli ingombranti chissà quando si stoccheranno all'ex Cecchini ma intanto Irpiniambiente garantisce il servizio a singhiozzo e queste sono le conseguenze sulla raccolta. Ma non c'è solo quel comodo divano a far bella mostra di sé. Ancora più su troviamo mobili suppellettili e spazzatura ovunque.
Il posto ideale per chi vuole abbandonare lì quello che non serve più: area periferica, nessuna telecamera e pochi controlli. Sullo sfondo quel che resta della fabbrica ingiallita dal ricordo di chi ha pagato con la vita .
