“La pistola me la sono procurata per legittima difesa, perché in quel periodo giravano i ladri nella zona dove abito”. Ha così giustificato la detenzione illegale della pistola Damiano Genovese, ex consigliere comunale della Lega e figlio del boss ergastolano, oggi in aula per la nuova udienza del processo a suo carico. Davanti al collegio presieduto dal giudice Luigi Buono, Genovese ha ribadito quanto già riferito in sede di interrogatorio. Arrestato nel 2019, in seguito a una perquisizione domiciliare da parte dei carabinieri, che ritrovarono nella sua abitazione una pistola, con matricola abrasa, risultata rubata con munizioni, riferì ai l'arma era per sua legittima difesa. Mentre gli inquirenti ritennero che la pistola appartenesse al clan Partenio e l’ipotesi accusatoria è proprio quella di aver agevolato il nuovo clan.
La sentenza per Genovese, difeso dagli avvocati Claudio Mauriello e Gerardo Santamaria, sarà emessa il 2 marzo prossimo.
