Avellino piange Aldo: "Una persona perbene, siamo increduli"

Sotto choc negozianti e residenti del Corso Vittorio Emanuele

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Avellino.  

Sette coltellate al torace inferte con un grosso coltello da caccia mentre la vittima dormiva.

Avellino è sotto choc per l'efferato delitto che avrebbero ordito la figlia 18enne di Aldo Gioia e il fidanzato 22enne, arrestati e che hanno reso dichiarazioni confessorie. 

Il movente è da ricercare nella conflittualità tra la coppia e i genitori della ragazza contrari al rapporto.

La volontà era quella di compiere una strage.

L'avvocato Innocenzo Massaro che assiste la famiglia è stato per più di tre ore, questa mattina, a casa dei Gioia a parlare con la moglie e la prima figlia.

Per ora però sceglie la linea della prudenza. “Parleremo solo dopo l'udienza di convalida del fermo”.

Anche Mario Picca, l'avvocato del 22enne, sta studiando con i genitori del ragazzo la migliore linea difensiva. 

Quel che è certo che i due sono gravemente indiziati di omicidio premeditato e concorso pluriaggravato in omicidio.

In città, nel salotto buono del Corso, nessuno riesce a farsene una ragione, a darsi una spiegazione, come i titolari del tabaccaio sotto casa che sono sconvolti: “Un uomo solare, mite, una brava persona”.

Ed è a lutto anche la Fca di Pratola Serra dove Gioia lavorava. “Conosciuto e stimato da tutti, perdiamo davvero un bravo ragazzo”, il ricordo commosso di Costantino Vassiliadis.