E' terminato da poco l'esame autoptico sul corpo di Aldo Gioia eseguito dalla dottoressa Carmen Sementa e alla presenza della dottoressa nominata dal difensore di Giovanni Limata, Monica Fonzo.
Sul corpo martoriato del 53enne, sono state refertate 14 ferite da taglio. Il 23enne ha sferrato, dunque, con una inaudita violenza, le coltellate all'uomo che ha tentato di difendersi. Intanto, questa mattina si è tenuta l'udienza di convalida del fermo. La famiglia Gioia era presente in tribunale, accanto ad Elena.
Nessuno dovrebbe mai giudicare il sentimento di una madre e di una moglie che si ritrova a vivere improvvisamente il dolore che la divide tra un marito morto ammazzato e una figlia 18enne, accusata di omicidio, in carcere.
Il delitto di Aldo Gioia ha gettato tutti nello sconforto più totale ma ha anche scosso le coscienze. Il male più grande in questi casi sono i social, e gli immancabili odiatori che gettano le vittime nella fossa dei leoni che divorano senza sconti.
La scelta della mamma di voler comunque difendere la figlia è intima, privata. Pochi lo sanno, ma Aldo Gioia ha lottato moltissimo contro il suo aggressore.
Nonostante ripetutamente colpito, è stata la sua reazione a mettere in fuga l'assassino. E, particolare ancora inedito, Aldo è stato vigile fino all'ultimo: prima che arrivasse l'ambulanza ha parlato per alcuni minuti con gli agenti che sono giunti a casa usa. Ferito, sanguinante, morente ma lucido, presente. Più gli chiedevano chi lo avesse ferito più lui fingeva di non sapere, indicando la porta, parlando di uno sconosciuto.
Le sue uniche parole sono state: “Cercate in casa, forse è ancora qui”.
Eppure il 53enne aveva provato a difendersi dal suo assassino, e con molta probabilità, aveva anche visto in volto chi fosse. Soprattutto, visti i trascorsi burrascosi tra loro.
Allora perché non ha riferito il suo nome agli agenti? Anche solo come ipotesi? E’ chiaro che Aldo Gioia ha voluto difendere (indirettamente) sua figlia Elena fino alla fine. E’ chiaro che l’amore di un padre supera ogni limite. E questa è la vera dimostrazione.
Ed ora tocca alla mamma Liana questa pesante eredità. E alla sorella di Elena, Emilia. Entrambe l’hanno perdonata.
Anzi, per loro Elena è vittima allo stesso modo.
“Mia sorella non ha ucciso nessuno”, scrive, ancora oggi e nonostante tutto, Emilia Gioia su Facebook, rispondendo piccata a uno dei tanti commenti contro Elena. Un chiaro segnale di quale sarà nei prossimi mesi la linea della famiglia, condivisa, tra l'altro, anche dalla famiglia di lui, in particolare i fratelli.
Questa mattina, intanto, il gip del tribunale di Avellino Paolo Cassano ha convalidato il fermo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Si è trattato di una pura formalità. I difensori, invece, hanno pronto il ricorso al Riesame per la scarcerazione. Mentre l’ultimo saluto ad Aldo Gioia è fissato per domani, alle 15, nella chiesa di San Ciro, dove lui spesso pregava.
