Anche gli avvocati Vanni Cerino e Fabrizio D’Urso incontreranno, domani mattina, Elena Gioia nel carcere di Bellizzi, dove è ristretta da sabato mattina, giorno in cui è stata arrestata assieme al fidanzato Giovanni Limata con l’accusa di aver concorso nell’omicidio di suo padre, Aldo Gioia.
La ragazza, in isolamento, pare che stia avendo dei momenti di debolezza e che sia stato necessario somministrarle dei sedativi. Domani sarà decisivo l’incontro con i suoi difensori. La 18enne dovrà restare reclusa nel penitenziario avellinese almeno fino al 3 maggio, giorno in cui è stata fissata l’udienza davanti ai giudici del Riesame. Il Tribunale della libertà dovrà decidere sul ricorso degli avvocati per l’attenuazione della misura cautelare.
E questa mattina anche il fidanzato di Elena, Giovanni Limata, ha incontrato il suo legale, l’avvocato del foro di Benevento Mario Villani.
«Un primo colloquio di approccio - ha detto il difensore - siamo in una fase iniziale. Abbiano definito alcuni argomenti che non posso rivelare, ovviamente. Unica cosa, ha chiesto dei suoi familiari.
Io ho parlato con la mamma e altri familiari, sono persone umili e genuine che stano vivendo un incubo. La pressione mediatica che stanno subendo sta acuendo il loro stato d’animo. Purtroppo - sottolinea Villani - ci troviamo di fronte a un dramma con la vita di due ragazzini ormai segnata».
