I festeggiamenti stavano per terminare, il carosello di auto aveva bloccato l’intera città di Avellino per festeggiare la vittoria dell’Italia che conquista la finale agli Europei. Nel mezzo della festa, però, c’è chi pensa a “regolare i conti” e la gioia di una vittoria si trasforma in tragedia. Erano quasi le tre di notte, quando i sentono i colpi di pistola, sparati senza indugio tra la folla. Ma i colpi erano diretti a una macchina con all’interno padre e figlio G.F. ed E.F.,di rione Mazzini, il primo ferito alla gamba, l’altro al fianco. Ma c’è anche un’altra persona rimasta ferita. Per sbaglio. Colpita da un proiettile vagante al braccio. Sull’asfalto, quando sono arrivati gli agenti della polizia e successivamente i carabinieri, hanno raccolto i bossoli, di piccolo calibro. I feriti trasportati in ospedale, sono stati medicati e giudicati guaribili in pochi giorni.
Le indagini sono partite immediatamente. Si raccolgono informazioni e si acquisiscono immagini delle telecamere. Ma, soprattutto si indaga sul movente. Facciamo un passo indietro. Poco dopo il termine della partita. E.F. il giovane, ha una discussione con un suo coetaneo. I motivi sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma si segue la pista dello spaccio di droga. Discussione accesa, tanto che ad Avellino arriva il padre del ragazzo. E’ in questo frangente che gli avversari sparano. Non si sa ancora se i colpi sono partiti da un mezzo in corsa o da qualcuno fermo tra la folla. Sta di fatto che c’è mancato poco perché si consumasse una tragedia. Eppure il giorno prima il prefetto Spena aveva detto “nessun allarme movida in città”. Ma i cittadini sono esasperati, in particolar modo i residenti di via De Conciliis. Il cerchio si stringe, i carabinieri, avrebbero già individuato chi ha sparato.
