Sono le parole di Liana Ferraiolo all'avvocato della difesa che le chiede della sua reazione dopo aver appreso che il progetto dei due fidanzati includesse anche la sua morte e quella di Emilia, l’altra figlia.
La donna, sommessamente, risponde con una frase semplice ma eloquente: “L'amore e il perdono non si spiegano, si sentono”.
E aggiunge: “Io e Aldo abbiamo sempre amato Elena più della nostra stessa vita”.
Le parole di una mamma che, nonostante tutto, riesce a passare sopra al gesto efferato che la figlia avrebbe premeditato con quello che era il suo fidanzato, ora ex, nei confronti di suo padre, riuscendo a perdonare addirittura di aver programmato anche la sua, di morte.
Nell’udienza di stamattina al Tribunale di Avellino, davanti al collegio presieduto dal giudice Calabrese, sono state ascoltate le lunghe testimonianze della moglie e della figlia di Aldo Gioia che, con una lucidità insolita se si pensa alla situazione da loro vissuta, sono state in grado di ricostruire in modo preciso quella notte, raccontando nei minimi dettagli di come hanno cercato in tutti i modi di prestare soccorso ad Aldo, già in fin di vita all’arrivo dell’ambulanza.
Poi l’arrivo in ospedale, l’annuncio della morte, la bugia raccontata alle figlie già in questura sulle condizioni del padre: “Papà è forte, si riprenderà”, ma intanto era già morto. Una notte da incubo per la famiglia Gioia, lacerata dall’accaduto.
Elena, presente in aula al fianco del suo avvocato di fiducia, Livia Rossi del foro di Roma, ha ascoltato con attenzione il racconto della mamma e della sorella sulla sua relazione con Giovanni Limata, di come fosse un amore malato, una relazione tossica che le portava una grande sofferenza e dalla quale non riusciva a prendere le distanze. Un forte stress che, secondo le due donne, avrebbe anche portato Elena a soffrire di fibromialgia.
Sulla situazione familiare Liana Ferraiolo afferma che la sua è sempre stata una famiglia serena, che non ci sono mai stati episodi violenti da parte di Aldo nei confronti di Elena e che negli ultimi tempi Giovanni Limata rappresentava “l’unico elemento intrusivo”. Una condizione che in famiglia era diventata motivo di grande preoccupazione, al punto di pensare di sporgere denuncia nei confronti del ragazzo per fare in modo che si allontanasse dalla figlia: “Questo ragazzo era ossessionato da Elena perché lei non voleva staccarsi da lui. Abbiamo provato ad aiutarlo anche a finire gli studi ma a lui non interessava, lui voleva solo Elena”.
Sul punto l’avvocato Brigida Cesta: “Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che Aldo non avesse mai alzato un solo dito su Elena. La descrizione puntuale, sofferta che ha reso la signora Ferraiolo non ci ha trovato assolutamente impreparati e sono certa che nel corso dell’istruttoria verrà delineata una verità totalmente inattesa. Chiaramente oggi è stato un momento di grande sofferenza perché la descrizione del corpo martoriato di Aldo non ci ha lasciati indifferenti”.
