Alto Calore, "danno da 12 milioni euro": prosciolti amministratori e dirigenti

La sentenza della Corte dei Conti per 12 persone

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Avellino.  

Tutte prosciolte dalla Corte dei Conti - sezione Campania - le dodici persone – amministratori e funzionari dell'Alto Calore (è la società di cui fanno parte 125 Comuni delle province di Avellino e Benevento) – alle quali la Procura nel 2018 aveva addebitato un presunto danno erariale di circa 12 milioni di euro per la mancata riscossione dei canoni idrici relativi agli anni dal 2008 al 2012. Un danno, sosteneva l'accusa, diventato certo ed attuale, rispettivamente negli anni dal 2013 al 2017 con la maturazione della prescrizione quinquennale del diritto all'esazione dei canoni.

La decisione dei giudici contabili ha riguardato Francesco Gallo, di Salerno, Oreste Montano, di Avellino, Antonio Spiniello, di Grottolella, Francesco D'Ercole, di Monteforte Irpino, Eugenio Abate, di Montemiletto, Ilario Spiniello, di Grottolella, Fernando Errico, di San Nicola Manfredi, Gennaro Santamaria, di Benevento, Attilio Santoro, di Avellino, Floriano Panza, di Guardia Sanframondi, Pellegrino Vassallo, di Paolisi, Maria Pastore, di Ponte, difesi dagli avvocati Antonio Sorice, Enzo Maria Marenghi, Costantino Tessarlo, Edoardo Volino, Giovanni D'Ercole, Ettore Freda, Stefano Sorvino, Giovanni Colacurcio, Andrea Abbamonte, Antonio Di Santo, Francesco de Beaumont, Ivan Filippelli, Vincenzo Pansini, Pietro Palma, Giuseppe Bosco e Massimo Falco.