Si chiama Stefano Ranucci il secondo complice della banda dei distributori di benzina. Ad arrestarlo gli agenti della squadra Mobile guidati dal dirigente Marcello Castello. Gli agenti sono arrivati a lui grazie alle telecamere a circuito chiuso installate nei diversi distributori di benzina svaligiati dai due giovani banditi. Entrambi, legati da un vincolo di parentela, hanno un lungo curriculum criminale. Ranucci, 34enne è stato arrestato questa mattina all'alba a Napoli, dove vive insieme alla sua famiglia.
Al momento gli investigatori gli addebitano soltanto le rapine nel Mandamemnto, ma non quelle commesse ad Avellino. Ma con molta probabilità ad effettuare i colpi sono stati gli stessi. Naturalmente il motorino utilizzato per le rapine è risultato rubato. per quanto riguarda la refurtiva gli agenti non l'hanno recuperata. «E' difficile recuperare il bottino - ha detto il dirigente della Mobile Castello - perché i due, da buon professionisti, ed essendo legati a un giro di criminalità molto radicato nel napoletano, hanno fatto sparire immediatamente i soldi. Naturalmente le indagini continuano, perché è possibile che dietro ai due giovani possano esseci altre persone».
I furti sono stati commessi in serie a bordo di uno scooter. I due ladri indossavano caschi integrali con visiera scura, tute nere e almeno uno dei due impugnava la pistola con la quale ha minacciato gli operatori dei distributori. Il primo episodio criminoso si è verificato al Mambo Caffè di Avella dove i malviventi hanno minacciato il benzinaio con una pistola facendosi consegnare l'incasso, circa 1000 euro. A distanza di pochi secondi nuovo colpo al distributore Eni Pit Stop Caffè,sempre nello stesso comune. Anche in questo caso armati di pistola si sono fatti consegnare circa 500 euro in contanti. Subito dopo, hanno proseguito in direzione Baiano dove hanno rapinato il distributore Q8 e tantato di prelevare, non riuscendoci, i soldi dalla casa dell'annesso Tabacchi.
Paola Iandolo
