Il tribunale cade a pezzi. Nel vero senso della parola. Il palazzo della giustizia di piazza d’Armi che da tempo aspetta di essere ristrutturato o addirittura trasferito presenta delle carenze strutturali sia all’interno che all’esterno. Dalla facciata sono scomparse le lettere dell’insegna. Forse a causa del maltempo, la scritta “Palazzo di Giustizia” è rimasta monca. E’ ormai sotto gli occhi di tutti che la struttura del tribunale cade a pezzi. L’attività giudiziaria è partita già con polemiche, dunque. Gli operatori della giustizia chiedono che si intervenga al più presto. Il presidente Michele Rescigno ha assicurato che saranno presi provvedimento per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Intanto il tribunale si appresta a vivere una calda stagione di processi. A fine mese, il 24 settembre, si torna in aula per la strage del bus. Il gup dovrà decidere, dopo il rinvio di luglio per un difetto di notifica, se avviare o meno il processo per le 15 persone indagate per la morte delle 40 persone che a bordo di un pullman precipitarono dal Viadotto Acqualonga sull'A16, il 28 luglio di due anni fa. Un altro importante appuntamento giudiziario è quello del 19 ottobre per il processo dell’Isochimica. Ma l’autunno sarà contraddistinto da tante altre inchieste che si avviano alla conclusione. A cominciare dall’indagine di piazza Castello, alla Dogana, fino all’inchiesta sui parcheggi dell’Ats. Insomma, la città tra cantieri e processi si appresta a vivere un caldo autunno. Anche lo stesso tribunale di piazza d’Armi, con l’avvio dell’attività, ha ripreso con i suoi mille problemi, a partire dalla carenza d’organico a quella strutturale.
Paola Iandolo
