Avellino, Pestaggio mortale di Paolo Piccolo: oggi terminano gli interrogatori

Sette gli indagati raggiunti da un'ordinanza di misura cautelare bis per omicidio aggravato

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Si chiuderanno oggi gli interrogatori di garanzia per i sette detenuti raggiunti da una misura cautelare bis con l' accusa di omicidio aggravato di Paolo Piccolo, il detenuto deceduto il 18 ottobre scorso dopo un anno circa di agonia a causa delle conseguenze del brutale pestaggio subito nel carcere di Bellizzi Irpino il 22 ottobre del 2024. Qualche giorno fa il Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza ha firmato le sette misure cautelari per gli indagati, che già erano sotto processo per il tentato omicidio, a seguito del decesso del ventiseienne di Barra, contenente la nuova e più grave contestazione di omicidio aggravato.

Davanti al Gip sono comparsi e lo faranno nelle prossime ore i sette presunti autori del pestaggio mortale. Si tratta di Sabato Francesco Crisci difeso dall’avvocato Antonio Falconieri che potrebbe chiedere il rinvio dell'interrogatorio per legittimo impedimento, Osemweige Nelly difeso dagli avvocati Fabio Gentile di Palermo e Lucio Coppola di Nola, Valentino Tarallo difeso dagli avvocati Lucio Coppola del Foro di Nola e Francesco Liguori del Foro di Napoli Nord, Pasqualino MIlo difeso dall’avvocato Lucio Coppola, Luigi Gallo difeso dall’avvocato Antonella Senatore del Foro di Salerno, Luciano Benedetto difeso dall’avvocato Angelo Peccerella, Giovanni Flammia difeso dall’avvocato Gerardo Santamaria. 

I familiari della vittima Paolo Piccolo chiedono "giustizia" e chiedono che per "tutti anche coloro che la condanna è stata già emessa al termine del rito abbreviato, vengano condannati all'ergastolo, il massimo della pena per quanto fatto al loro congiunto". Ricordano che Paolo Piccolo era arrivato al carcere di Bellizzi Irpino solo un mese prima del brutale pestaggio che lo indotto alla morte. Il papà di Paolo, Vincenzo Piccolo ha più volte detto di esser "stato abbandonato dallo Stato perchè suo figlio nel carcere di Bellizzi doveva esser protetto e invece è stato massacrato".