Referendum separazione, i comitati del "no": "Riforma pericolosa e inutile"

Occasione di confronto e dibattito sulla riforma della giustizia

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Referendum sulla separazione delle carriere dei magistratI, in campo i comitati del NO. Al circolo della stampa si è tenuto il convegno per sensibilizzare i cittadini, del comitato "Giusto Dire No" che ha organizzato un incontro volto ad affermare la propria opposizione al referendum sulla Riforma della Giustizia proposta dal Ministro Carlo Nordio. Un confronto tra esperti e società civile, tra magistrati e avvocati. Tante le toghe che si opponono a questa riforma definita "inutile, non utile soprattutto ai cittadini".

Il dibattito è stato introdotto dall’ex presidente del Tribunale di Napoli Ettore Ferrara. Aprendo i lavori, ha evidenziato le preoccupazioni avanzate dal Comitato in merito alla riforma, ribadendo, con fermezza, i timori ormai condivisi da più fronti. “Sta emergendo la revisione dell’obbligatorietà dell’azione penale, la riconsiderazione del rapporto tra pubblico ministero e polizia giudiziaria e altre questioni che noi sospettavamo potessero incidere profondamente sull’indipendenza della magistratura e sull’ingerenza del potere esecutivo nell’esercizio della giurisdizione”, ha spiegato Ferrara, esprimendo la propria viva preoccupazione per il futuro della giustizia in Italia. In merito alla reale utilità della riforma, Ferrara ha ribadito con decisione: "Non c’è da attendersi alcun cambiamento. Questa non è una nostra ipotesi o un’impressione: lo ha affermato lo stesso Ministro della Giustizia. Si tratta di una riforma che non incide sul funzionamento della macchina giudiziaria".

Presente al dibattito per sostenere il "no", anche Vincenzo Beatrice, già presidente del Tribunale di Avellino:“gli esempi che il Governo offre sono tutti inerenti alle decisioni, ma è la magistratura che decide. Perché insistere sul pubblico ministero? E perché nulla pare sia possibile fare nei confronti della magistratura giudicante?”, ha domandato Beatrice, sottolineando la difficoltà di comprendere la ratio delle modifiche proposte.

L'ex procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo - con 42 anni spesi nella magistratura -  ha posto un quesito alla folta platea: "fin da quando è stato proposto questo referendum mi sono chiesto a chi e a cosa servisse.  “Con il tempo ho capito che non serve alla magistratura, nè a voi cittadini, ma solo alla politica. Lo scopo di questa riforma punta ad intimidire la magistratura. Pochi giorni fa un ministro ha dichiarato: Cominciamo con la separazione delle carriere e la modifica del CSM, ma poi si passerà alla sottrazione della Polizia Giudiziaria al PM. Non si tratta di una riforma che investe un singolo aspetto, ma di un assalto pacifico alla Costituzione democratica e antifascista", ribadendo l’importanza di difendere i principi fondamentali dello Stato di diritto.

L’avvocato Raffaele Tecce ha posto l’accento sulla necessità di un dibattito serio e approfondito sulle questioni poste dalla riforma. “Speriamo di recuperare una discussione sui temi essenziali per il nostro futuro, per il futuro dell’avvocatura e, più in generale, per quello della giustizia, rispetto a ciò che è il giusto processo”, ha dichiarato, mettendo in guardia da una semplificazione che rischierebbe di appiattire la complessità della questione.  Invito tutti ad un ragionamento sui contenuti evitando slogan, come avvocato ritengo questa riforma inutile e pericolosa.Inutile perchè il magistrato del pm e il giudice apparterranno sempre allo stesso ordine giudiziario. Pericolosa perchè creando uno sdoppiamento del Csm il rischio è creare un quarto potere dello Stato, sbilanciando il diritto di difesa dell'indagato e dell'imputato. Vogliamo la parità ma creiamo una forte disparità". Presenti tra i relatori anche Gianni Colucci responsabile della Redazione irpina de Il Mattino, Edmondo Lisena, docente di Storia e Filosofia e il referente provinciale di "Libera", Davide Perrotta.