Il 25 dicembre 2025 giunge al carcere di Lauro per detenute madri una ventitreenne di nazionalità straniera insieme a suo figlio di quasi 2 anni. Già nei giorni successivi si riscontrano forme di autolesionismo e tentativi di suicidio, pertanto viene ricoverata all’ospedale di Avellino.
Mentre è ancora detenuta al carcere di Lauro suo figlio viene affidato ad una comunità e lei viene trasferita nella sezione femminile del Carcere di Bellizzi Irpino,
Qui tenta di nuovo il suicidio e viene ricoverata all’ospedale di Avellino dove si trova ancora. Sulla vicenda e sul tema della salute mentale nelle carceri sulle criticità connesse a questa permanenza in carcere interviene il Garante campano delle persone private della libertà personale Samuele Ciambriello:
"In Italia la salute mentale nelle carceri è un’emergenza: oltre il 15% dei detenuti (circa 9000 persone, incluse le donne) soffre di disturbi mentali gravi.
La carenza di personale psichiatrico, il sovraffollamento e l’uso di psicofarmaci come forma di “sedazione collettiva” sono le criticità principali. Il rischio di autolesionismo e suicidio è elevato.
La salute mentale femminile presenta articolazioni specifiche nelle carceri.
In Italia le Atsm (Articolazioni per la tutela della salute mentale) sono 34 di cui solo 4 femminili. Di seguito le Atsm dedicate alle donne: Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto “Vittorio Madia”, Casa circondariale di Bologna, casa di reclusione femminile di Trani, istituto femminile Roma, Rebibbia e anche la casa circondariale di Pozzuoli fino alla sua chiusura.
Ho denunciato da più di un anno che chiudendo Pozzuoli in Campania non c’è nessuna Atsm per le donne, sullo stesso tema c’è lo scandalo della chiusura delle Atsm per uomini di Sant’Angelo Lombardi e Carcere di Benevento.
Chiedo alle autorità competenti dell’amministrazione penitenziaria, della sanità regionale e della politica nazionale di intervenire. Le omissioni anche su questo argomento sono fatti gravi! Parliamo di persone che hanno un problema in più e che nella maggior parte dei casi non dovrebbero nemmeno stare in carcere.
Non possiamo lasciare soli gli agenti di polizia penitenziaria e i pochi operatori sociosanitari, non possiamo abbandonare i detenuti e detenute che hanno una sofferenza psichica, non sono figli di un Dio minore!
Il diritto alla salute è fondamentale come ci ricorda la Costituzione”. Attualmente nel carcere per le detenute madri di Lauro ci sono 7 donne e 8 bambini.
