Referendum, Enzo Bianco: "Votare Sì per far funzionare meglio la giustizia"

I presenti all'incontro hanno contestato le recenti dichiarazioni del procuratore Gratteri

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Avellino.  

di Paola Iandolo 

Referendum "Giustizia Sì: presente all'incontro organizzato al Circolo della Stampa dal comitato per il Si, Enzo Bianco, presidente Liberal PD. Ha invitato a votare per il "Si"  "Perché la magistratura oggi nel nostro Paese non funziona bene. Mi pare sostanzialmente evidente. Ognuno di noi potrebbe raccontare molte vicende, anche personali. In questi giorni sono stato finalmente assolto da un processo durato sette anni, e ne ho avuto notizia dalla stampa: non mi era arrivata alcuna comunicazione. E come me, tantissime altre persone. Troppo frequentemente si verificano reati, soprattutto contro le donne, commessi da persone che ne avevano già commessi pochi giorni prima e che si trovano impunemente in libertà. C’è bisogno di una riforma della giustizia: separare le carriere e ridurre lo strapotere che oggi esiste all’interno della magistratura, in particolare quello delle correnti, che spesso non aiutano a trovare soluzioni".

L'onorevole, più volte ministro dell''Interno ha precisato: "Ci sono modifiche importanti nella Costituzione e nella legge sull’ordinamento giudiziario. Si prevede la separazione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, che svolgono funzioni diverse e che devono restare distinte. La possibilità di passare da una funzione all’altra può creare problemi. Un altro aspetto riguarda il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura, che rispetto profondamente ma che probabilmente hanno bisogno di regole più chiare e di maggiori separazioni".

A suo avviso i benefici possono essere sintetizzati così: " Se si riduce la degenerazione delle correnti e si migliora l’organizzazione, la magistratura può funzionare meglio. I processi potrebbero durare meno, si potrebbe organizzare il sistema in modo più efficiente. La condizione attuale della giustizia impone di intervenire. Questa riforma non basta, ne sono convinto: probabilmente va migliorata e bisognerà fare molte altre cose. Ma bisogna cominciare. E penso che sia molto importante che la giustizia funzioni nel modo migliore possibile". "Il mio invito ai cittadini è uno: andate a votare. Scegliete sì, scegliete no, ma andate a votare. Non lasciate che siano pochi a decidere per tutti".

Sulle dichiarazioni di Nicola Gratteri, Enzo Bianco ha precisato che "Quelle parole mi hanno fatto molto male, soprattutto perché pronunciate da una personalità che ricopre una responsabilità così alta e importante. Credo che serva più senso della misura. Dare del mafioso o del massone deviato a chi ha un’opinione su un tema come questo, francamente, non è bello. E lo è ancora meno se viene detto da chi ricopre un ruolo costituzionale".  In merito alla rettifica successivamente Bianco ha replicato "Io mi attengo a ciò che ho letto e, rispetto a quelle affermazioni, mantengo una posizione critica. Se ha modificato o corretto le sue parole, ne prendo atto con piacere. Dimostra una cosa positiva: si può sbagliare, ma quando si sbaglia bisogna anche correggersi. Se così è stato, non posso che riconoscerlo".

Presente all'iniziativa anche il componente del Direttivo Camera Penale, l'avvocato Luigi Petrillo, sostenitori del "Si": "Puntano sul sì tutti coloro che vivono quotidianamente la giustizia e ritengono che il sistema debba essere riformato dalle fondamenta. Questa è una riforma di sistema che attendiamo da anni. Credo, per essere chiari, che l’attendiamo dal 1988, quando entrò in vigore il nuovo Codice di procedura penale. Allora si sperava che venisse varato anche un nuovo ordinamento giudiziario, ma non fu possibile.

Nel 1999 vi è stato un ulteriore intervento sulla nostra Carta costituzionale, che ha introdotto il principio del giusto processo. Questa riforma non è altro che la conseguenza del nuovo Codice di procedura penale e della riforma del giusto processo. Per questo occorre votare sì, in modo convinto, come tutti noi penalisti siamo pronti a fare".

Sul clima della campagna referendaria "La campagna si sta animando non certo per colpa dei sostenitori del sì. Noi, tra i quali mi onoro di essere, stiamo spiegando le ragioni del sì, illustrando i contenuti della riforma e i suoi obiettivi in modo, credo, abbastanza pacato. Devo dire, però, che sono i sostenitori del no a introdurre nel dibattito temi fantasiosi, oserei dire pretestuosi, e suggestioni molto pericolose.

Tra queste, quella propalata ieri sera da un illustre procuratore della Repubblica, Gratteri che ha accomunato ai sostenitori del sì persone “deviate”, parlando di indagati, imputati, di chi pensa di farla franca, di esponenti della massoneria deviata, e così via. Ritengo che questo non faccia bene al dibattito, che dovrebbe avere come scopo quello di informare l’opinione pubblica, non di suggestionarla"