Montefalcione, 16enne morta folgorata: chiesto il giudizio per sei imputati

L'udienza è fissata per il 18 giugno davanti al gup del tribunale di Avellino, Cerrone

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Montefalcione.  

di Paola Iandolo 

A tre anni dalla scomparsa della sedicenne di Avellino, rimasta folgorata nella vasca da bagno, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per sei imputati. Ha puntato i riflettori sulla filiera commerciale del dispositivo difettoso. L’udienza preliminare, fissata per il 18 giugno 2026, vede coinvolte sei persone:tre importatori cinesi e due imprenditori italiani devono rispondere di omicidio colposo in cooperazione per aver immesso sul mercato prodotti con marchi di sicurezza ingannevoli.

Posizione più lieve per il rivenditore al dettaglio, accusato di frode in commercio, mentre la famiglia della vittima si prepara a costituirsi parte civile. Il 2 maggio 2023 Mariantonietta Cutillo è morta nella sua abitazione di Montefalcione. La causa è una scarica elettrica. Alla base di tutto c'è un caricabatterie. Il 2 febbraio 2026 il pm Cecilia De Angelis ha depositato una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di cinque persone. Le accuse, a vario titolo, sono omicidio colposo e frode in commercio.

Sotto accusa il caricabatteria 

Il caricabatterie che la sedicenne utilizzava recava una marcatura CE, il simbolo che certifica la conformità di un prodotto agli standard di sicurezza dell'Unione Europea e ne consente la vendita sul mercato europeo. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, però, quella marcatura era falsa: un'etichetta adesiva sovrapposta al marchio originale "Euroblu", con la scritta "SICURO & VELOCE". Il dispositivo non era accompagnato da foglio istruzioni, avvertenze di sicurezza né da una dichiarazione di conformità CE.

All'interno del caricabatterie era installato un condensatore ceramico, classificato come CY1, non conforme alle norme tecniche di riferimento. Secondo l'accusa, la scarsa qualità del componente ne ha causato il deterioramento: il condensatore ha smesso di funzionare come tale, trasformandosi di fatto in un resistore. In questo modo è venuto meno l'isolamento tra la rete elettrica e il corpo del dispositivo. La giovane è entrata in contatto indiretto con la tensione di rete, 230 volt in corrente alternata. È morta per elettrocuzione. 

Gli imputati

Tra gli imputati figurano i titolari di due società milanesi. D. X., cittadino cinese legale rappresentante della Best Home S.r.l. fino al 2022 e poi della Euroblu S.r.l., con il ruolo di importatore. H. Y.e R. Z., anch'essi cinesi e residenti a Milano, co-legali rappresentanti di Euroblu S.r.l. dal 2023, M.B. di Calcinaia in provincia di Pisa, legale rappresentante di un'altra azienda di distribuzione e G. D.O. di Porcari in provincia di Lucca. Entrambi con il ruolo di distributori. Per questi cinque, la Procura contesta sia la frode in commercio — per aver commercializzato un prodotto con una marcatura CE falsa — sia l'omicidio colposo in concorso, per non aver garantito la sicurezza del dispositivo immesso sul mercato. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Riccardo Ghilli, Giuseppina Alfano, Amalia Laura Raimondi, Guido Ferdinando Cesarini, Luigi Gianzi e Alessandra Del Mauro. Un sesto imputato risponde della sola frode in commercio: F.I. di Manocalzati titolare della cartoleria "Peter Pan" di Montefalcione, che avrebbe venduto il caricabatterie il 5 giugno 2023. I familiari della giovane sono rappresentati dall'avvocato Fabio Tulimiero.