di Paola Iandolo
Si sono fatti consegnare tredicimila euro tra il 28 marzo e il 13 maggio da un diciottenne di Lioni per l’acquisto di una pistola: arrivano le condanne. L' arma - a quanto pare - l'avrebbe chiesto “per scherzo” ad un suo amico, imparentato con uno dei due condannati. Nove anni e sei mesi per il 25enne A.G., il principale imputato, già noto alle forze dell’ordine e all’epoca dei fatti sottoposto alla sorveglianza speciale a Lioni, tre anni e nove mesi al suo complice, G. P. che oltre ad essere presente alle minacce, avrebbe ricevuto parte dei proventi della estorsione su una carta a lui intestata.
Condannata a tre anni e quattro mesi S. A. compagna di Goman, che nella prima vicenda estorsiva, avvenuta il 28 marzo a Caposele, avrebbe recuperato in auto la vittima per condurlo a prelevare una somma di 800 euro. Ad emettere la sentenza, nei confronti dei tre imputati difesi dall'avvocato Salvatore Rosania, il tribunale di Avellino in composizione collegiale. Tra sessanta giorni le motivazioni. Il giovane, costituito parte civile, è stato rappresentato dal legale Giuseppe Palmieri che ha ottenuto la condanna anche della compagna dell'imputato principale.
La ricostruzione
Tutto sarebbe nato per una richiesta di acquisto di una pistola che la vittima avrebbe fatto per scherzo ad un familiare di A.G., suo compagno di classe. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi, coordinate dal Procuratore Aggiunto Francesco Raffaele hanno ricostruito l' escalation di minacce ai danni del diciottenne. Il ragazzo era finito nel mirino della coppia di indagati, uno dei quali sottoposto anche alla sorveglianza speciale, che gli avrebbero imposto di acquistare un’arma che lui aveva chiesto “per scherzo” ad un amico imparentato con gli indagati. Da qui una escalation di minacce. Il diciottenne era stato costretto a svuotare in più occasioni un buono fruttifero postale, lasciatogli in eredità dal padre defunto, per far fronte alle pressanti richieste.
