Lioni, arsenale nascosto tra i boschi: Riesame conferma misura per tutti

Gli indagati sono accusati di porto e detenzione illegale di armi, ricettazione e munizionamento

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Lioni.  

di Paola Iandolo 

Armi nascoste tra i boschi: i giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli hanno confermato le misure cautelari per tutti gli indagati. Rigettate dunque le  richieste di annullamento della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Pasquale Cerrone anche nei confronti degli ultimi due indagati per i quali il ricorso al riesame è stato discusso ieri. Per i primi tre indagati la misura era stata confermata dal Riesame già la scorsa settimana.

Il rigetto

Dunque le misure sono state confermate per due giovani di Lioni di 20 e 28 anni R C.G. e suo fratello A.G., un 33enne di Paternopoli F.Z. difesi dagli avvocati Rosania e Fiume, per A.Z. difeso dall'avvocato Paolino Salierno e per L.C. difeso dall'avvocato Nello Pizza. A firmare le misure per i cinque, il pm Cecilia Annecchini. Ad eseguirla i Carabinieri della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi con le accuse di porto e detenzione illegale di armi, munizionamento nonché ricettazione. Non è escluso che i legali presentino ricorso in Cassazione.

La ricostruzione

Il provvedimento restritivo, disposto nei confronti di un 20enne e un 28enne di Lioni, un 34enne, di Villamaina, un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo.La svolta nelle indagini c'è stata dopo la scoperta di un fucile rubato, nascosto in un luogo isolato: l'arma era stata oggetto di modifiche illegali, con le canne mozzate per facilitarne il porto e l'occultamento ma soprattutto per aumentarne il potenziale offensivo.L’arma rinvenuta era stata oggetto di modifiche in quanto presentava le canne “mozzate”, cosi da facilitarne sia il porto che l’occultamento ma soprattutto per aumentarne l’offensività