Morto Sergio Marinelli: porta con sé i misteri della notte della Repubblica

Ex uomo della camorra irpina, fu legato al sistema Cutolo: aveva pagato tutti i conti con lo Stato

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È morto a Mercogliano Sergio Marinelli, ex esponente della Nuova Camorra Organizzata. Figura centrale negli equilibri criminali dell’Irpinia post terremoto, il suo nome resta legato a inchieste e vicende controverse

Avellino.  

È morto a Mercogliano Sergio Marinelli, storico esponente della camorra irpina e per anni considerato uno dei riferimenti locali del sistema legato a Raffaele Cutolo. Marinelli fu indicato dagli inquirenti come uno dei principali punti di raccordo della Nuova Camorra Organizzata in provincia di Avellino, con un ruolo rilevante nella gestione degli affari sul territorio. Ma, va detto, tutti i suoi conti con lo Stato li aveva pagati ed è deceduto da persona libera.

Il ruolo dopo il terremoto

Il suo nome emerge con forza soprattutto nel periodo successivo al terremoto dell’Irpinia del 1980, quando, secondo diverse inchieste, la criminalità organizzata riuscì a inserirsi nel sistema degli appalti per la ricostruzione. In quel contesto, Marinelli viene descritto come una figura capace di incidere sui flussi economici e sugli equilibri locali, contribuendo alla penetrazione del sistema cutoliano nel tessuto imprenditoriale e amministrativo dell’Irpinia. Le ricostruzioni giudiziarie lo collegano anche a episodi di pressione e controllo su lavori pubblici e attività economiche strategiche.

Le vicende giudiziarie

Nel corso degli anni, Marinelli è stato coinvolto in diverse indagini, tra cui quelle legate al caso del sequestro dell’ex assessore regionale Ciro Cirillo, una delle vicende più controverse della storia italiana recente. La sua latitanza si concluse con l’arresto in Venezuela, operazione condotta dall’allora capo della Polizia Antonio Manganelli. Dopo aver scontato la pena, era tornato in libertà.

Un’eredità controversa

La morte di Marinelli riporta al centro una figura che ha segnato una fase delicata della storia dell’Irpinia, tra ricostruzione post-sisma e infiltrazioni criminali. Il suo percorso resta emblematico di una stagione in cui la camorra riuscì a intrecciare interessi economici, politica e controllo del territorio, lasciando conseguenze ancora oggi oggetto di riflessione.