di Paola Iandolo
Nella notte di Pasqua, ad Atripalda, sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco in Contrada Alvanite. Sulla vicenda, la Procura procede per l’ipotesi di tentato omicidio, mentre proseguono le indagini da parte dei Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli accertamenti finora condotti evidenziano che sarebbero stati sparati sei colpi contro un’abitazione, e ulteriori cinque colpi sarebbero stati indirizzati verso un’altra abitazione situata poco distante. Secondo quanto emerso dai primi rilievi, l’episodio si inserirebbe in un quadro di tensioni precedenti tra alcuni giovani del luogo, appartenenti a famiglie già note alle forze dell’ordine.
Convalidati i sequestri
Nel corso delle attività investigative, sono stati sequestrati dispositivi informatici e un’arma da fuoco che, dai primi accertamenti, risulterebbe compatibile con l’utilizzo di parte dei colpi esplosi. Su questi elementi sono in corso ulteriori approfondimenti tecnici. Al momento, risultano indagate tre persone, padre e figlio assistiti dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo e un altro giovane difeso dall’avvocato Assia Iannaccone, entrambi appartenenti al Foro di Avellino. L’indagine, condotta nel massimo riserbo, si concentra sull’analisi dei materiali sequestrati e sulla ricostruzione dell’intera vicenda, mentre nella comunità di Atripalda rimane alta l’attenzione in seguito agli eventi verificatisi durante la notte delle festività pasquali.
