La Suprema Corte, quarta sezione, in accoglimento del ricorso proposto dagli avvocati Dario Vannetiello e Luigi Petrillo, ha annullato per la seconda volta la ordinanza emessa dalla decima sezione del Tribunale del riesame di Napoli con la quale era stata disposta la sottoposizione di Gerado Santoli alla misura cautelare del divieto di esercitare attività di impresa e di esercitare gli uffici direttivi delle persone giuridiche.
Gli addebiti mossi al Santoli, tutti ancora da provare, afferiscono tra l’altro al rilascio di falsi attestati di messa in trasparenza delle competenze acquisite dai dipendenti della Alto Calore service spa al fine di consentire alla predetta società l’evasione di imposta sui redditi e sul valore aggiunto.
La misura cautelare già in precedenza era stata annullata con rinvio dalla Corte di cassazione, terza sezione penale, ma i giudici partenopei, in sede di giudizio di rinvio, avevano di nuovo deciso di irrogare la misura cautelare.
E così, fatto inusuale nel panorama giuridico, per la valutazione di una richiesta di applicazione da parte del P.M. di una misura non custodiale nei confronti di un professionista/imprenditore incensurato, dovrà procedersi addirittura ad un terzo giudizio innanzi al Tribunale del riesame di Napoli.
All’esito del duplice annullamento delle due ordinanze emesse dalla decima sezione del Tribunale del riesame deciso dai giudici di legittimità si è in attesa della fissazione della udienza ma ora appaiono sussistere fondate ragioni in ordine al definitivo rigetto della richiesta formulata dal P.M..
