di Paola Iandolo
Dieci imputati sono finiti a processo per "falsa testimonianza nell'ambito del procedimento al Nuovo Clan Partenio". Il giudice Gilda Zarrella ha definito tutte le posizioni: sei i rinviati a giudizio, per il loro il processo inizia il 28 ottobre, M.G. e G.C. due messi alla prova, L.E. rito abbreviato ( che verrà definito il 23 giugno) e per A.R. gli atti sono rispediti alla procura di Napoli per l'incompetenza territoriale sollevata dall'avvocato Stefano Vozella. I sei rinviati a giudizio sono: M.D.C, G.C, S.D.A., G.P., D.P, G.P.
Le accuse
I dieci imputati avevano reso dichiarazioni nel corso del dibattimento principale contro il Nuovo Clan Partenio, guidato dai fratelli Pasquale e Nicola Galdieri, celebrato nell'aula bunker di Poggioreale dal novembre 2020 e conclusosi con la sentenza di primo grado della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Avellino nel luglio 2023. Gli esponenti del clan si trovano ora davanti alla Corte d'Appello di Napoli per il giudizio di secondo grado.
Le difformità confluite in delle videoregistrazioni
L'origine del procedimento per falsa testimonianza va ricondotta a una segnalazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che nel corso delle udienze del processo principale aveva riscontrato difformità nelle deposizioni di alcuni testimoni. La DDA aveva quindi chiesto alla presidenza del collegio, affidata al giudice Gian Piero Scarlato, la trasmissione degli atti alla Procura di Avellino. Le indagini successive dei Carabinieri del Nucleo Investigativo si sono basate su accertamenti documentali: nel fascicolo sono confluiti verbali, riprese video e raffronti tra i contenuti delle testimonianze rese in udienza e i comportamenti osservati dagli investigatori.
Le contestazioni: tra dichiarazioni discordanti e video
Le accuse, formulate dal sostituto procuratore Antonella Salvatore, riguardano dichiarazioni ritenute non rispondenti ai fatti. Secondo la ricostruzione accusatoria, alcuni imputati in aula avrebbero escluso contatti con imprenditori, mentre riprese video documenterebbero dialoghi avvenuti poco prima dell'esame in aula. Altre dichiarazioni, relative a prestiti di denaro definiti "per la patente", sarebbero risultate incompatibili con le tempistiche rilevate dagli investigatori. In diversi casi, i testimoni avrebbero corretto le proprie versioni nel corso stesso dell'udienza. La difesa degli imputati è affidata agli avvocati Gaetano Aufiero, Stefano Vozella, Gennaro Napotano, Salvatore Vecchia, Raffaele Petrillo, Costantino Sabatino, Loredana De Risi e Alfonso Maria Chieffo.
