di Paola Iandolo
L'organizzazione specializzata negli assalti ai bancomat mediante l’utilizzo delle cosiddette “marmotte” e smantellata dalla Procura della Repubblica di Foggia ha colpito anche l'Irpinia. Nello specifico Vallata, dove è stato il secondo colpo messo a segno. Ma in Irpinia per i malviventi - arrestati dopo che il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere - il colpo non è andato a buon fine. Infatti per l'episodio contestato a Vallata i malviventi sono stati costretti a scappare a mani vuote. Il 12 marzo 2026 a Vallata presso una filiale Bper agirono con la tecnica della “marmotta”, ma l’azione però non raggiunse pienamente l’obiettivo e viene contestato il tentato furto aggravato, oltre alla detenzione e al porto di esplosivi.
Le intercettazioni e il ruolo degli indagati
L’indagine si fonda su immagini di videosorveglianza, tracciamenti Gps, sequestri, pedinamenti e numerose intercettazioni telefoniche. Per l’assalto di Vallata, invece, le accuse riguardano principalmente Michele Montesano, Denis Cara e Raffaele Cara. Le indagini avrebbero documentato preparativi, acquisto di materiali riconducibili agli ordigni esplosivi e la presenza di veicoli utilizzati per raggiungere e lasciare il luogo del tentato assalto.
Il rischio di nuovi colpi
Nell’ordinanza il giudice evidenzia come le modalità operative adottate dagli indagati dimostrino una particolare organizzazione e una significativa capacità criminale. Viene sottolineato il rischio concreto di reiterazione dei reati, considerata la pianificazione dei colpi, la disponibilità di mezzi, esplosivi e veicoli e la scelta di operare lontano dai luoghi di residenza per rendere più difficoltosa l’identificazione. Secondo il gip, soltanto la custodia cautelare in carcere appare adeguata a fronteggiare il pericolo di nuove azioni criminali analoghe, escludendo misure meno afflittive.
Gli arrestati
La misura cautelare in carcere è stata applicata nei confronti di Ivan Ameri, residente a Borgo Mezzanone, Enea Dervishi, Andrea Cordisco, Michele Montesano, Raffaele Cara e Denis Cara, tutti residenti tra Orta Nova e il Foggiano, oltre a Gaetano Lopes. Il provvedimento è stato firmato dal gip del Tribunale di Foggia il 3 giugno 2026.
