di Paola Iandolo
Associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e spaccio di sostanze stupefacente con base nel Serinese e capeggiata dal 26enne Mario D'Angelo: sono stati discussi stamane i ricorsi presentati dal pubblico ministero contro la mancata applicazione della misura cautelare per i due indagati G. R. e A.M. Il gip Benedetta Rossella Setta del tribunale di Salerno, i primi di maggio, ha rigettato la richiesta - avanzata dal pubblico ministero della Dda, Elena Guarino - di applicazione della misura cautelare anche nei loro confronti. Ma il pm ha impugnato il rigetto e la questione stamane è stata vagliata dai giudici del tribunale del Riesame. A discuterli gli avvocati Alberico Villani e Generoso Pagliarulo e si attende la decisione dei giudici del tribunale partenopeo che al momento si sono riservati.
Le indagini
Sarebbero 274 kg di hashish e dieci grammi di cocaina, lo stupefacente commercializzato, secondo gli uomini del Goa delle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno, dal gruppo guidato dal ventiseienne di Serino. Droga destinata alle “piazze di spaccio” tra il serinese e la zona dell’agro nocerino-sarnese. Sulla base di queste risultanze investigative il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno che ha condotto le indagini, il pm Elena Guarino e il Procuratore della Repubblica di Salerno Raffaele Cantone, hanno firmato un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per una somma di 781mila euro nei confronti dei nove indagati, calcolando la droga “piazzata” nel periodo di riferimento delle imputazioni provvisoriamente contestate dalla Dda di Saleno nel periodo a cavallo tra maggio e settembre del 2025. Secondo i militari del Goa delle Fiamme Gialle, il sodalizio avrebbe generato un profitto illecito da questa commercializzazione di hashish e di cocaina di 781.810,50 euro.
