di Paola Iandolo
Assoluzione per le cooperative Azzurra e Nuova Speranza. Dissequestrati gli alloggi realizzati ad Avellino. Questa la decisione del tribunale di Avellino dopo più di dieci anni di processo. Ad emettere la sentenza il presidente Elena Di Bartolomeo. Il tribunale ha riconosciuto l’inesistenza del fatto a carico delle due società: nessun arricchimento illecito dai contributi regionali e finalmente gli assegnatari rientrano negli appartamenti sotto sequestro da oltre dieci anni.
Assoluzione con la formula piena
Le cooperative edilizie Azzurra e Nuova Speranza sono state assolte perché il fatto non sussiste. Contestuale il dissequestro degli appartamenti realizzati ad Avellino. La vicenda giudiziaria risale a diversi anni fa. Un procedimento penale era stato aperto a carico dei gestori delle due cooperative, per concorso in truffa e malversazione ai danni della Regione Campania e del Comune di Avellino. L'accusa riguardava la realizzazione di alcuni appartamenti realizzati con la formula della cooperativa in città. Insieme agli amministratori erano finite sotto processo anche le società, per il vantaggio che avrebbero ricevuto dal contributo regionale grazie all'operato dei loro gestori.
Dissequestro degli alloggi dopo un decennio di vicenda giudiziaria
Nel corso degli anni il gip Riccardi aveva disposto un sequestro preventivo sugli immobili. Il tribunale lo aveva revocato. La Cassazione, su ricorso della procura firmato all'epoca dai pm Cantelmo e Taddeo, aveva accolto le doglianze degli inquirenti e rimesso i sigilli sugli appartamenti delle cooperative. Per gli amministratori è arrivata poi la prescrizione del reato, senza alcuna pronuncia sui sequestri.
La decisione del tribunale: nessun illecito, restituiti gli immobili ai soci
Oggi la svolta. Le due cooperative sono state assolte dall'imputazione a loro carico. Un esito che, di fatto, assolve indirettamente anche gli ex amministratori: se gli enti non si sono arricchiti dalla loro condotta, significa che l'azione di chi li gestiva era legittima. Lo ha sostenuto l'avvocato Alberico Villani, che rappresentava i soci della cooperativa Nuova Speranza: «Se le cooperative non si sono arricchite dall'operato degli amministratori, vuol dire che questi ultimi hanno agito legittimamente, senza lucrare sul contributo regionale».
