Avella, attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci: gli indagati al Riesame

Le indagini sull'episodio che vede coinvolti anche indagati irpini

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Avella.  

di Paola Iandolo 

Attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci: domani gli indagati saranno davanti al Riesame.  I legali dei quattro indagati irpini - Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo - discuteranno per chiedere la revoca o l'attenuazione della misura cautelare a cui quattro indagati (tre in carcere, una ai domiciliari sono sottoposti dal 30 giugno). Il provvedimento è stato firmato dal pm della Procura di Roma, Edoardo De Santis che coordina l'inchiesta e che al momento conta sette indagati: gli irpini sottoposti a misura cautelare Antonio Passariello, suo figlio biologico Pellegrino D'Avino, la compagna di quest'ultimo Marika De Filippis, Saverio Mutone di Sperone e gli indagati a piede libero Luca Amato, l'imprenditore romano Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares, il tuttofare di Lavitola e coinvolto in un'inchiesta per droga legata al clan Russo. 

Gli accertamenti irripetibili 

La scorsa settimana, presso il comando dei carabinieri di Roma, sono state eseguite le operazioni per l'estrapolazione delle copie forensi dei dati nei dispositivi sequestrati agli indagati irpini, considerati gli esecutori materiali dell'azione intimidatoria. Il tutto per accertare i motivi che si celano dietro l'azione dinamitarda. Azione compiuta per ottenere dai 5mila ai 10mila euro. Dalle indagini è emerso che la somma avuta è stata spesa quasi tutta - da uno degli indagati raggiunto dalla misura cautelare - in una vacanza in Sicilia.

Le accuse

Valter Lavitola è considerato il mandante dell'attentato. Mentre Tavares, cameriere del suo ristorante, è accusato di aver individuato gli esecutori dell'azione intimidatoria. I quattro irpini - sottoposti a misura - sono accusati di aver organizzato ed eseguito materialmente l'attentato davanti all'abitazione di Pomezia di Sigfrido Ranucci. Nomi che già comparivano nelle carte degli inquirenti in relazione a indagini sul traffico di droga, con Passariello e Mutone che hanno un passato importante nella criminalità organizzata. In particolare, Passariello è un uomo che entra ed esce dal carcere da anni e che, secondo gli inquirenti, sarebbe ancora attivo nel traffico di stupefacenti ed inserito dapprima nel clan Moccia, operativo nel Nolano e ora amico di Bernardo Cava, detto Alduccio, coinvolto nell'omicidio di Scisciano. Incensurata, invece, Marika De Filippis, compagna di D'Avino.