di Paola Iandolo
E' terminata da poco la discussione del ricorso - davanti al tribunale del Riesame - proposto dagli avvocati Rolando Iorio e Antonio Iannaccone per A.N., trentaseienne di Atripalda, indagato insieme ad altre due persone, per il tentato omicidio di Nello Malinconico, il 41enne di Monteforte Irpino brutalmente aggredito la sera del 2 aprile scorso nel parcheggio del supermercato DO.DE.CA. di via Tagliamento, ad Avellino. I giudici del Tribunale del Riesame di Napoli si sono riservati dopo la discussione della posizione di A.N., detenuto in carcere, che ad avviso degli investigatori della Squadra Mobile, sarebbe il principale protagonista del violento agguato. I legali hanno insistito sulla mancanza del movente. In serata potrebbe arrivare già la decisione dei giudici partenopei.
Proseguono le indagini
L'inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino e condotta dalla Squadra Mobile, non è ancora cchiusa. Gli investigatori continuano ad indagare per individuare il quarto componente del commando che avrebbe preso parte al brutale pestaggio di Malinconico, con mazze e bastoni. L'attività investigativa ha già portato all'esecuzione di due misure cautelari. A.N. è stato condotto in carcere, mentre A.Q., residente a Montefredane e difeso dall'avvocato Fabio Tulimiero, è agli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Entrambi rispondono, allo stato delle indagini, di tentato omicidio aggravato e falsità materiale commessa da privato. Mentre una donna, che avrebbe messo a disposizione l'auto utilizzata da A.N. per raggiungere il supermercato, è indagata in stato di libertà.
La ricostruzione
L'aggressione risale alla sera del 2 aprile 2026, giovedì Santo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Nello Malinconico si trovava nel parcheggio coperto del supermercato DO.DE.CA. quando è stato assalito da tre uomini con il volto coperto, armati di bastoni e spranghe. Il gruppo sarebbe arrivato a bordo di un'auto con la targa modificata mediante l'applicazione di nastro adesivo nero, espediente utilizzato, secondo gli inquirenti, per eludere eventuali sistemi di videosorveglianza. Il quarantunenne riportò gravissime lesioni e venne trasportato d'urgenza all'ospedale "San Giuseppe Moscati" di Avellino, dove fu ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. Le indagini, supportate dalle immagini delle telecamere e da una complessa attività tecnica, proseguono per chiarire il movente.
