Inchiesta choc sulla pedopornografia: resta in carcere il 62enne di Ariano

L’arresto della polizia postale all’alba dello scorso 30 luglio

inchiesta choc sulla pedopornografia resta in carcere il 62enne di ariano

Massima attenzione sul fenomeno da parte del centro operativo per la sicurezza cibernetica in tutta Italia.

Ariano Irpino.  

Resta in carcere ad Ariano Irpino, l’uomo di 62 anni arrestato all’alba dello scorso giovedì 30 luglio dalla polizia postale nella sua abitazione. A convalidarlo è stato il gip del tribunale di Benevento, Salvatore Perrotta.

L’ipotesi di reato nei suoi confronti è pesantissima: detenzione di materiale pedopornografico, contestata in una indagine della procura di Napoli, competente per questo tipo di reati.
Gli agenti hanno fatto visita all'uomo, sequestrandogli numerosi telefonini, alcuni dei quali in disuso o rotti. All'interno dei cellulari sono stati rinvenuti - secondo una prima ricostruzione - migliaia di file, forse 5mila, con immagini e foto di scene con minori impegnati in atti sessuali.
Una situazione che ha fatto scattare l'arresto in flagranza del 62enne, che venerdì scorso difeso dall'avvocato Alessio Lazazzera, è comparso dinanzi al giudice, sostenendo di essere stato indirizzato verso determinati siti attraverso la consultazione di quelli pornografici per adulti, ed escludendo di aver scambiato o messo in rete il materiale scaricato.
Sviluppi sulla delicata inchiesta sono attesi nei prossimi giorni quando a pronunciarsi in merito sarà la procura distrettuale di Napoli.

I dati choc sulla pedopornografia

Sul fronte della tutela dei minori, il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) ha portato avanti lo scorso anno oltre 2.800 indagini, eseguito 1.000 perquisizioni, effettuato 144 arresti e denunciato 1.028 persone. Inoltre, sono stati monitorati oltre 42.000 siti web, 2.775 dei quali sono stati inseriti nella black list per contenuti pedopornografici. Il cyberbullismo ha avuto un impatto crescente sui giovani, mentre sono diminuiti i casi di estorsioni sessuali e aumentate le segnalazioni per la diffusione di immagini intime.
La sezione operativa ha affrontato reati commessi tramite social network e dispositivi informatici, registrando 1.500 casi di sextortion e 264 episodi di diffusione non consensuale di immagini intime, denunciando oltre 200 responsabili. Un’attività di indagine in costante aggiornamento. 

L’ultima imponente operazione in Italia, un mese fa

Sei persone sono state trovate in possesso di oltre 200mila file, tra immagini e video riguardanti lo sfruttamento minorile. Il bilancio è di sei arresti e tre denunce da parte dei poliziotti del centro operativo per la sicurezza cibernetica Lombardia, con l’accusa di detenzione di materiale di pornografia minorile.
All’operazione hanno partecipato, inoltre le sezioni operative della polizia postale di Brescia, Varese, Mantova, Pavia, Bergamo e Como, nonché il centro operativo per la sicurezza cibernetica di Napoli.