Non sembra avere fine il fenomeno dell’introduzione e dell’utilizzo di smartphone all’interno della Casa Circondariale di Avellino. Un nuovo episodio si sarebbe verificato nella mattinata odierna, durante un normale giro di controllo presso il reparto infermeria.
Secondo quanto appreso, l’agente di polizia penitenziaria addetto al controllo avrebbe udito un detenuto, appartatosi all’interno del bagno, intento a parlare. Insospettito dalla situazione, l’agente avrebbe immediatamente allertato l’Ispettore addetto alla sorveglianza generale, che, coordinando l’intervento, avrebbe consentito di individuare il detenuto mentre era intento a effettuare una videochiamata attraverso uno smartphone.
Il dispositivo, completo di scheda, sarebbe stato tempestivamente sequestrato e posto a disposizione degli organi competenti per gli accertamenti del caso.
L’ennesimo ritrovamento riaccende i riflettori su una problematica che continua a destare forte preoccupazione all’interno dell’istituto irpino.
Il responsabile della Uil Fp polizia penitenziaria, Raffaele Troise, esprime ancora una volta il proprio plauso al personale intervenuto:
"Nonostante le difficoltà quotidiane e una situazione ormai allo stremo, il personale di Polizia Penitenziaria continua a garantire un’attività di controllo costante e professionale. A loro va il nostro ringraziamento e il nostro plauso".
Troise pone inoltre l’attenzione sulle condizioni di lavoro del personale, particolarmente delicate in vista del periodo di Ferragosto.
"Le ferie estive sono ormai nel pieno e ci avviciniamo a un periodo particolarmente impegnativo. Il personale di Avellino è allo stremo, costretto a fronteggiare una grave carenza di organico, con turnazioni che arrivano anche a 12 ore di servizio e continui rientri, per garantire la sicurezza dell’istituto".
Nonostante tutto - prosegue Troise - gli agenti continuano a svolgere il proprio dovere, dimostrando ancora una volta grande senso di responsabilità e professionalità. Ma non possiamo continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi lavoratori".
La Uil Fp Polizia Penitenziaria chiede quindi un deciso cambio di rotta, con interventi concreti sul fronte dell’organico e della sicurezza.
Il personale è esasperato e chiede a gran voce un cambio di rotta. La sicurezza dell’istituto e di chi vi lavora non può essere affidata esclusivamente alla professionalità e al sacrificio degli agenti. Servono uomini, organizzazione e risorse adeguate. È necessario intervenire prima che la situazione diventi ancora più difficile da gestire.
L’ennesimo sequestro di uno smartphone dimostra, secondo la Uil Fp, quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e, parallelamente, garantire condizioni di lavoro adeguate agli uomini e alle donne della polizia penitenziaria.
Ancora una volta, dunque, la professionalità degli agenti ha consentito di individuare e sequestrare un dispositivo non consentito, ma il grido d’allarme del personale resta forte: la Polizia Penitenziaria di Avellino è allo stremo e chiede risposte concrete.
