di Paola Iandolo
Dopo mesi di silenzio hanno deciso di parlare. Forse per fonire dei chiarimenti sul movente dell'attentato organizzato e portato a termine in danno del giornalista Rai, Sigfrido Ranucci. A parlare per primi, due dei quattro irpini considerati gli esecutori materiale dell'attentato che hanno chiesto di essere ascoltati dai pm della Dda di Roma. A presentare le istanze i loro avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri. Domani mattina i primi a parlare saranno Antonio Passariello e suo figlio biologico, Pellegrino D'Avino, ristretti nel carcere di Rebbibbia. Poi toccherà alla compagna di quest'ultimo, Marika De Filippis, finita ai domiciliari. Possibile che vogliano chiarire alcuni aspetti della vicenda che li vede coinvolti e chiarire il movente.
La richiesta d'Interrogatorio
Finora i quattro sono sempre rimasti in silenzio davanti ai magistrati. La decisione di essere ascoltati arriva dopo la svolta nell'inchiesta romana con l'arresto dell'imprenditore Valter Lavitola. La mossa della difesa arriva dopo che l'imprenditore romano ha ammesso di essere il mandante dell'atto intimidatorio, sostenendo di averlo commissionato per "alzare i livelli di protezione" di quello che ormai si avvia ad essere l'ex conduttore di Report. Anche l'avvocato di Lavitola, Sergio Cola, ha inoltre chiesto un nuovo interrogatorio per il suo assistito. Probabile che renderà dichiarazioni spontanee durante l'udienza del Riesame, che sarà fissata i primi di settembre.
