Proseguivano le attività estrattive nonostante l’interdittiva antimafia della Prefettura di Avellino e la revoca dell’autorizzazione unica ambientale (AUA). I carabinieri hanno sequestrato una cava calcarea di 260mila metri quadrati a Casamarciano, in provincia di Napoli.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo informativo del Gruppo di Castello di Cisterna, insieme ai militari della stazione di Tufino e al personale dell’ufficio regionale “Miniere, Torbiere e Risorse Geotermiche” della Regione Campania.
Durante l’ispezione, i militari hanno accertato che l’attività di estrazione proseguiva nonostante i provvedimenti già adottati nei confronti dell’azienda.
Escavatori e camion sotto sequestro
Il sito, esteso su una superficie di circa 260mila metri quadrati, è stato sottoposto a sequestro. Il provvedimento ha riguardato anche dieci mezzi utilizzati per le attività estrattive, tra escavatori e camion.
Denunciato il legale rappresentante della società aggiudicataria della gara per la gestione della cava comunale, l’estrazione e la commercializzazione del marmo.
Per l’azienda è scattata inoltre la revoca dell’autorizzazione estrattiva.
Interdittiva antimafia e revoca dell’AUA
La cava era già stata colpita da un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Avellino. A questo provvedimento si era aggiunta la revoca dell’autorizzazione unica ambientale (AUA) da parte del Comune di Casamarciano.
Nonostante le misure adottate, secondo quanto accertato durante i controlli, le attività di estrazione erano ancora in corso. Da qui il sequestro del sito e dei mezzi impiegati per la lavorazione.
