L'allarme diossine nella Valle Caudina non è rientrato. Dopo le due non conformità già accertate nel latte ovino a Cervinara, una nuova criticità emerge a Forchia, nel Beneventano, dove le analisi hanno rilevato un ulteriore campione di latte di pecora non conforme per la presenza di diossine. Si allarga così il quadro delle anomalie riscontrate nei controlli avviati dopo il devastante incendio del 31 agosto scorso ad Airola, mentre restano aperti gli accertamenti su alcuni prodotti caseari e agricoli.
I nuovi risultati, relativi al periodo compreso tra il 19 e il 23 ottobre, arrivano dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, impegnato insieme alle Asl territorialmente competenti e all'Arpac nel monitoraggio delle possibili conseguenze ambientali e alimentari del rogo. Cinque nuovi rapporti di prova aggiornano una situazione che continua a richiedere attenzione, soprattutto per le produzioni zootecniche e per le aree destinate al pascolo.
Cervinara, due campioni di latte contaminati e bloccati
È Cervinara uno dei centri maggiormente interessati dai risultati del monitoraggio. Nel territorio comunale erano già state confermate due non conformità per diossine in altrettanti campioni di latte ovino, un dato che aveva fatto scattare immediatamente le misure di sicurezza alimentare.
Il latte interessato è stato bloccato ed escluso dalla catena alimentare su disposizione dei servizi veterinari dell'Asl di Avellino, che hanno avviato ulteriori verifiche per individuare le possibili fonti di esposizione degli animali. Particolare attenzione viene riservata alle aree di pascolo, considerate uno dei possibili punti di contatto tra gli inquinanti depositati nell'ambiente e la filiera zootecnica.
I nuovi rapporti non segnalano ulteriori non conformità nel latte ovino prelevato a Cervinara, ma confermano la necessità di proseguire gli accertamenti. Il fatto che le anomalie siano state individuate in prodotti destinati all'alimentazione umana rende indispensabile verificare l'origine della contaminazione e prevenire eventuali nuove esposizioni.
Sul territorio comunale arriva anche un dato favorevole: il campione di zucca sottoposto ad analisi è risultato conforme. Si tratta, tuttavia, di un risultato riferito esclusivamente al prodotto esaminato, che non può essere esteso automaticamente all'intera produzione agricola locale.
Nuove diossine nel latte a Forchia, verifiche su tre caciotte
La novità più significativa dell'ultimo aggiornamento riguarda Forchia, dove è stata rilevata una nuova non conformità per diossine nel latte ovino. Il risultato si aggiunge alle criticità già documentate nello stesso territorio, dove era stato individuato anche un campione non conforme di erba destinata al pascolo.
Particolare attenzione è riservata anche a tre caciotte sottoposte ad analisi. I primi accertamenti hanno evidenziato esiti non conformi, ma sono ancora in corso le verifiche di conferma. Non è quindi possibile considerare definitivi questi risultati né anticipare le conclusioni degli organismi di controllo.
Sempre a Forchia, due campioni di olive sono risultati conformi ai limiti previsti, pur presentando valori superiori ai livelli di azione. Una distinzione importante: il superamento di un livello di azione non equivale necessariamente al superamento del limite massimo consentito per la commercializzazione, ma costituisce un segnale che richiede ulteriori approfondimenti per individuare e contenere le possibili fonti di contaminazione.
Il quadro conferma l'importanza del monitoraggio lungo tutta la filiera alimentare, dai terreni e dai foraggi fino al latte e ai suoi derivati.
Controlli anche ad Airola e Bonea, alcuni alimenti risultano conformi
Le verifiche non riguardano soltanto Cervinara e Forchia. Le precedenti analisi avevano individuato una non conformità nell'erba di pascolo ad Airola e un'altra nel trinciato di mais a Bonea, entrambi materiali potenzialmente destinati all'alimentazione degli animali.
Non tutti i risultati, tuttavia, evidenziano criticità. I nuovi esami hanno confermato la conformità delle uova campionate a Paolisi e del latte bufalino prelevato a Bonea.
Restano inoltre favorevoli gli esiti delle verifiche condotte su uva, melanzane ed erba medica ad Airola e sull'uva a San Martino Valle Caudina.
Sono informazioni importanti per delineare la distribuzione delle anomalie, ma devono essere interpretate correttamente. Un campione conforme certifica il rispetto dei parametri nel materiale effettivamente analizzato, non l'assenza generalizzata di contaminanti in un intero territorio.
Terreni agricoli, nove risultati senza superamenti
Un elemento parzialmente rassicurante arriva dalle analisi dei suoli agricoli effettuate dall'Arpac. L'ultimo prospetto disponibile, aggiornato al 13 ottobre, riporta nove risultati definitivi nei quali non sono stati riscontrati superamenti delle soglie di contaminazione previste per i parametri esaminati.
Le verifiche riguardano terreni situati nei comuni di Airola, San Martino Valle Caudina, Arienzo, Cervinara, Rotondi e Santa Maria a Vico.
Il monitoraggio, tuttavia, non è concluso. Un'ulteriore registrazione è ancora sottoposta a verifica, mentre altre quattordici risultano in lavorazione. Sarà quindi necessario attendere la validazione degli accertamenti ancora aperti per ottenere una rappresentazione più completa delle condizioni ambientali nelle aree interessate dalle ricadute dell'incendio.
La differenza tra gli esiti relativi ai terreni e quelli riscontrati in alcune produzioni agroalimentari rende particolarmente importante approfondire i meccanismi attraverso i quali gli animali potrebbero essere entrati in contatto con le sostanze contaminanti.
Valle Caudina, resta alta l'attenzione sulla sicurezza alimentare
A quasi due mesi dall'incendio di Airola, la situazione continua a essere seguita dagli organismi sanitari e ambientali. I risultati disponibili non permettono di affermare che l'intera produzione agroalimentare della Valle Caudina sia contaminata, ma documentano criticità specifiche che richiedono controlli mirati e misure di prevenzione.
Le diossine sono sostanze persistenti nell'ambiente, capaci di accumularsi nei tessuti grassi degli animali e di trasferirsi, attraverso l'alimentazione, in prodotti come latte e derivati. Per questa ragione, la sorveglianza sulle produzioni zootecniche rappresenta uno degli aspetti più delicati del monitoraggio.
A Cervinara, dove le due non conformità nel latte ovino hanno già determinato il blocco del prodotto interessato, resta centrale l'individuazione delle possibili fonti di esposizione. A Forchia, invece, l'attenzione si concentra sulla nuova anomalia rilevata nel latte e sull'esito definitivo degli esami relativi alle caciotte.
