"Izzo regalò la maglietta di Tevez di Juventus-Avellino di coppa Italia allo zio, Gaetano Petriccione, un nostro affiliato": continuano a venir fuori nuovi particolari dai verbali del pentito Antonio Accurso che hanno scatenato la nuova bufera sul calcio scommesse. Nel mirino ancora il difensore di Scampia e i suoi rapporti con il clan dei Vanella Grassi.
Ieri i due ex calciatori dell'Avellino finiti ai domiciliari Francesco Millesi e Luca Pini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Accurso ha spiegato nell'interrogatorio del luglio 2015 che i rapporti con Izzo erano nati ben prima del periodo dell'Avellino già all'epoca della Triestina. "Armando però era un ragazzino e non riuscimmo a chiudere l'accordo per combinare le partite". I retroscena dei verbali parlano anche di una serie di incontri tra Millesi e i fratelli Accurso in un ristorante del baianese per truccare già le partite di Cesena e quella contro il Trapani ma non se ne fece nulla perchè forse - spiega ancora Antonio Accurso - "mio fratello era un po’ timido nel chiedere quanto volessero per vendersi una partita. Poi combinammo quelle con il Modena e la Reggina e avremmo accomodato anche quella con il Padova se non mi avreste arrestato – ha detto al pm". Accurso fu ammanettato al termine di un indagine di camorra proprio mentre festeggiava con amici la vincita su Avellino – Reggina. Intanto i tifosi biancoverdi esprimono tutta la loro indignazione sui social e annunciano contestazione nei confronti dei calciatori in occasione dell'amichevole di oggi pomeriggio contro il Cervinara. In nottata hanno offerto un anticipazione del clima che si respirerà in Valle Caudina con uno striscione alle porte della città “cambiano gli attori e gli scenari resterete sempre e solo mercenari”.
Redazione Av
