Botte agli alunni la maestra Amedea si difende:accuse ingiuste

Oggi l'interrogatorio di garanzia

La maestra Di Giovanni catechista presso la parrocchia di San Ciro si dice confortata dalla preghiera e nega ogni accusa

Avellino.  

E’ il giorno della verità. E’ il giorno dell’interrogatorio di garanzia della maestra Amedea Di Giovanni chiamata a rispondere delle accuse di maltrattamenti fisici, verbali e psicologici dei piccoli alunni della scuola materna di Valle. I presunti abusi si sarebbero consumati nella sezione staccata di Valle del Secondo Circolo Didattico di Avellino. La maestra è difesa dall'avvocato Brigida Cesta. Questa mattina sarà sentita dal magistrato. E' lo stesso legale a spiegare che la maestra è serena e non ha alcun timore nell'affrontare la questione. Di Giovanni costretta ai domiciliari nega ogni presunta ricostruzione di quanto sarebbe accaduto nell'asilo, nella sua classe. Disconosce completamente la ricostruzione offerta dai cronisti di fatti che oggi racconterà punto per punto al magistrato. Un lungo curriculum il suo confortato da tanta esperienza e la piena stima e fiducia di tanti colleghi che hanno voluto testimoniare alla maestra la loro solidarietà. 

Da verificare il rapporto dell'insegnante con mamme, genitori e famiglie. L'avvocato Cesta precisa che la sua assistita in più occasione ha cercato, tentato il confronto, la via del dialogo con mamme che, secondo l'accusata, si sarebbero limitate a depositare esposti e querele. 

Intanto sullo sfondo resta un impianto accusatorio strutturato. Video e frasi rilevate grazie alle intercettazioni verbali che parlano di violenze fisiche e verbali in danno a piccoli bambini dai tre ai cinque anni. 

Sei mesi di indagini sono serviti agli agenti della Squadra Mobile di Avellino ieri per mettere difronte alle proprie responsabilità la maestra di Manocalzati. Al momento la donna è l’unica indagata nell’inchiesta, ma non sono escluse novità. 

Le immagini diffuse dalla Polizia di Stato riportano alcuni frammenti della quotidianità dei piccoli alunni, tutti tra i 3 e i 5 anni, affidati all’educatrice che avrebbe dovuto supportare i genitori nel difficile ruolo di crescita dei propri piccoli.

Schiaffi, botte sul sedere, strattonamenti, ma anche minacce, insulti, epiteti volgari e per chi non obbediva c’era la stanza del telefono. Una sorta di stanza di punizione dove i piccoli venivano lasciati soli a piangere. Tutto ripreso dalle videocamere degli agenti della squadra mobile di Avellino guidata dal dottor Marcello Castello, che due gioni fa hanno messo fine ai maltrattamenti di cui si è resa protagonista l’insegnate, arrestandola. Le vittime sono bambini tra i tre e i cinque anni iscritti all’asilo del secondo circolo diretto dalla dott.ssa Mary Morrison. A denunciare l’accaduto alcuni genitori che hanno riscontrato comportamenti anomali dei propri figli quando tornavo a casa. Il tutto avallato da certificati medici, referti che avrebbero attestato lividi anche al collo e testa dei piccoli.

Le indagini hanno avuto inizio a novembre 2015, fondamentali le denunce di alcuni genitori alla Questura di Avellino di quanto stava accadendo tra le mura dell’edificio di Valle, dopo aver riscontrato disagi dei propri figli una volta rientrati a casa. Disagi fisici e psicologici documentati da tanto di certificati medici. Le denunce riguardano maltrattamenti almeno di 10 dei 30 alunni affidati alla maestra.

Siep