Terremoto Asl, Ferrante licenzia: 14 furbetti a casa

E' polemica. Il legale di 3 dei licenziati: anomalie e disparità di trattamento

Avellino.  

Sono 14 i dipendenti licenziati dalla commissione disciplinare della Asl. Su 21 lavoratori coinvolti tra medici, infermieri e amministrativi, 14 da lunedì mattina non dovranno rientrare in servizio. Ed è bagarre. Nessun dubbio per l'avvocato Giacomo Dello Russo difensore di tre delle 14 persone licenziate, che ha dichiarato: '' si è trattato di un processo mediatico. La commissione disciplinare non ha usato lo stesso metro di giudizio per tutti. Ci sono elementi validi per attestare una disparità di trattamento. Ci sono responsabilità vere o presunte, ma anche il manager avrebbe dovuto dimettersi''. Dunque sono 14 le teste cadute sotto la mannaia dell’Ufficio di Disciplina dell’Asl di Avellino nell’ambito del procedimento disciplinare. Una procedura avviata dopo l’inchiesta Badge Malati conclusa con 21 misure interdittive firmate dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza. Intanto proprio per i licenziamenti avviati sono scattati i ricorsi. Le prossime settimane saranno quelle delle accuse. 

Anticipando il decreto del Governo sugli statali (sospensioni in 48 ore e licenziamenti in un mese) l'Asl di Avellino ha, di fatto, avviato i primi provvedimenti drastici. 

La magistratura sta andando avanti mentre l'Asl mira a licenziare i dipendenti infedeli. Due giorni fa la commissione ha consegnato le risultanze delle sue indagini e approfondimenti su ogni caso. Di tutta la vicenda saranno interessati il Governatore De Luca e il commissario Polimeni. Un caso che ha lanciato a livello nazionale il caso dei dipendenti infedeli degli enti pubblici.

LO SCANDALO: Irridenti e sfrontati. Così erano apparsi lo scorso marzo i dipendenti della Asl di Avellino, ripresi dalle telecamere nascoste della polizia che hanno incastrato 21 furbetti del cartellino che dopo aver timbrato il loro ingresso nella sede centrale di via degli Imbimbo, lasciavano il posto di lavoro per dedicarsi a private incombenze.

Le immagini di quei dipendenti infedeli hanno fatto il giro d'Italia, scatenando l'ira della pubblica opinione. Probabilmente messi sull'avviso che c'era un'indagine in corso che li riguardava, c'era anche chi salutava in segno di scherno il marcatempo e chi, sventolando il badge nella mano, ha fatto il gesto del dito medio.

Un'inchiesta, quella Badege Malato, che ha mostrato all'Italia un comportamento consolidato, accertato dagli agenti di polizia. Avevano spiegato gli inquirenti, "sprezzante delle regole e di ogni possibile controllo" che avevano messo sul banco degli accusati quattro dirigenti medici, due medici specialisti, sei infermieri, cinque impiegati amministrativi, due coadiutori, un operatore tecnico e un ausiliario. 

Siep