Che guardi? E mi ha preso a sprangate. Ho la mano paralizzata

Guarda il video: "E' sceso e mi ha colpito. Non riuscivo più a muovere il braccio"

Il ragazzo ventiquattrenne di Mercogliano, ha avuto pochi secondi per accorgersi di quello che stava accadendo. Panico per la sorella e la fidanzata

Avellino.  

Immaginate di trovarvi con amici, la vostra fidanzata e vostra sorella a passeggio per il corso della città, come fate tante volte d'estate. Quando una macchina improvvisamente si ferma a pochi passi da voi. Lo sportello si apre ed escono due uomini, uno di questi armato di mazza da baseball punta nella vostra direzione.

Ma, siete così preso dalla conversazione del vostro amico, che non ve ne accorgete. Cosa è accaduto dopo potete immaginarlo, una scena surreale che richiama l'arcinoto film di Kubrick, Arancia Meccanica.

Mentre voi state ascoltando il vostro amico, l'uomo armato di mazza vi dice qualcosa.

“Che tieni da guardare?”.

Quando capite è troppo tardi. Avete solo il tempo di sollevare il braccio, e questo vi salva da danni più seri. Mentre lui vi colpisce con la mazza. La sintesi della serata di ieri vissuta da L.M. Il ragazzo che abita a Torrette di Mercogliano, ha avuto pochi secondi per accorgersi di quello che accadeva. Oggi ci racconta quei minuti di paura.

“Quando lui stava muovendo in aria la mazza – racconta - ho capito cosa stava per succedere. Un amico ha provato ad avvisarmi. O, almeno, così mi è sembrato. Poi è stato solo dolore. Pochi minuti dopo, la mia mano era paralizzata e avevo delle fitte lancinanti che mi bloccavano le dita”.

L'aggressore, intanto, continuava a guardare la comitiva formata da cinque persone. C'erano anche due ragazze, la fidanzata del giovane aggredito e sua sorella. 

“Non riuscivo a muovere il braccio, mi sono tolto dalla sua visuale a fatica. Ma, la sua attenzione, ormai, era tutta per mia sorella. Continuava a guardarla”.

A questo punto lei, la sorella, ha iniziato ad urlare. Sempre più forte.

Il compagno dell'aggressore ha tirato il braccio all'uomo armato di mazza.

“Andiamocene, che è meglio”.

Sono risaliti sulla loro 147 grigio metallizzata e sono filati via.

“Le forze dell'ordine sono state straordinarie. I primi ad arrivare sono stati i vigili urbani. Una macchina che era in zona, vedendo il mio amico che si sbracciava per attirare la loro attenzione, ha fatto anche un'inversione che solitamente si sanziona con la perdita di tanti punti di patente. Poi sono stati fantastici. A partire dal Maresciallo Melillo. Quindi è subito arrivato anche il 118 che ci ha prestato i soccorsi. Poi sono giunti i carabinieri e le volanti della polizia”.

Ma quella notte infinita, non volgeva ancora al termine. Il giovane aggredito, accompagnato da un altro testimone, ha dovuto procedere ovviamente alle dichiarazione su quanto accaduto.

“Mi hanno fatto vedere anche decine e decine di foto di giovani pregiudicati. Ma nessuno corrispondeva al mio aggressore. In realtà, la cosa non mi ha sorpreso troppo, l'accento non era avellinese”.

Il giovane è stato già dimesso. Ha un braccio fasciato. Ma poteva andare decisamente peggio. Un'aggressione che, stando almeno agli elementi oggi disponibili, non trova una spiegazione logica. Ma sembra figlia della follia di un momento che solo il caso ha voluto non degenerasse in qualcosa di peggio.

Andrea Fantucchio