Nino, scomparso in montagna. «Mio suocero è stato abbandonato»

L'appello del genero Giuseppe: siamo disperati

Avellino.  

Dopo oltre un mese nessuna notizia di Antonio Rocco. Il 64enne salernitano si era perso tra le montagne di Senerchia mentre cercava funghi con gli amici. Dopo settimane di attesa, speranza e disperazione i figli, i familiari gli amici e parenti tutti rinnovano un appello alle istituzioni perchè si rimetta in moto la macchina speciale delle ricerche, perchè Nino torni a casa, vivo o morto. "Dopo quattro settimane dalla sospensione delle ricerche di mio suocero Nino sono deluso e affranto dall'abbandono di chi dovrebbe aiutarti, darti delle certezze, risolvere nella maniera migliore un momento tragico come questo. I giorni scorrono frenetici nella speranza di ottenere una piccola proroga per riprendere le ricerche e non abbandonare un padre di famiglia in montagna che ha chiesto aiuto. È inaccettabile pensare che questa tragedia possa essere dimenticata o cancellata come nulla fosse mai accaduto. Chiedo agli enti competenti e alle istituzioni preposte di interessarsi in maniera incisiva per ridare una serenità perduta". Lo scrive Giuseppe Ciotti sul gruppo facebook nato per tentare di salvare Nino. La montagna e i suoi pericoli. Una storia terribile quella di Nino partito per trovare funghi e mai più tornato a casa. Le località montane diventano proprio in questi mesi località di svago, turismo, ed escursione e per questo spesso si trasformano in luoghi di pericolo soprattutto a causa di comportamenti imprudenti. 

Evitare di perdersi è comunque possibile. Per questo i carabinieri nei giorni di picco del turismo forniscono un vademecum per esplorare in sicurezza. La prima regola è quella di non avventurarsi mai da soli, per ogni evenienza, prima di partire bisogna sempre informare qualche familiare o conoscente circa la meta da voi scelta, l’ora del ritorno e l’itinerario che intendete seguire; prima di affrontare una escursione in montagna è importante alimentarsi correttamente, dosare lo sforzo in base al proprio allenamento ed evitare ritardi per non imbattersi nel buio. Necessario risulta un corretto equipaggiamento adatto alle circostanze con abbigliamento adeguato a possibili escursioni, dotarsi sempre di un kit di emergenza che deve comprendere alcuni medicinali di pronto soccorso ed una serie di cose utili per l’orientamento e la sopravvivenza: un fischietto, una corda, fiammiferi e accendino, una torcia, acqua, qualche alimento e, indispensabile, un GPS portatile con il quale possiamo segnalare un punto di riferimento (ad esempio dove abbiamo parcheggiato l’auto), avendo con se sempre dispositivi come il cellulare carico.