Immondiziopoli, quando un nomignolo pigro può bastare a descrivere una situazione triste evitando, anche, di rigirare il dito nella piaga. Le immagini , dopotutto, sono tristemente inequivocabili. Realizzate dai cittadini avellinesi e raccolte dal gruppo facebook “Non sei irpino se”, grazie al lavoro di Luca Del Gaudio.
Rifiuti che, come vi accennammo anche ieri, stanno sommergendo la nostra città. Mentre dal settore ambiente e dal servizio ecologia arriva l'annuncio che fino agli inizi del mese di settembre, il conferimento dei rifiuti ingombranti sarà sospeso nell'isola Ecologica di Campo Genova (che anche in passato non è che funzionasse sempre perfettamente).
Parliamo fra gli altri di:
– Monitor e computer
– Televisori
– Frigoriferi
– Congelatori
Il provvedimento, si legge, è reso necessario dai problemi di smaltimento agli impianti di recupero.
Il colpo di grazia ad una situazione già indecente.
Senza distinzione fra centro e periferia. Lo abbiamo segnalato a più riprese, con tanto di immagini. Zone arcinote, ben nascoste, che si prestano all'abbandono di rifiuti tout court (pratica scellerata che consiste nel disfarsi di tutto dove capita).
E, così, alle spalle del Deco di via Tagliamento una discesa è trasformata in discarica: divani, materassi, bottiglie, cartacce, rifiuti organici puzzolenti. Stesso destino che, come racconta questo video (dedicategli tre minuti) tocca anche allo spiazzale che si trova alle spalle dell'Ex Isochimica. Dove fino a pochi mesi fa, complice la chiusura della Bonatti, si portavano a gettare anche lavatrici e letti tutt'interi. Così come altrettanto conosciuta è la discarica fra Avellino e Starze dove, nei pressi di un cavalcavia, vengono gettati copertoni e televisori.
Ma non c'è una zona della città che sembra salvarsi: da Pianodardine (Leggi il reportage, "Dalle notti di sesso a discarica: maledetta scuola"), passando per Piazza del Popolo, senza dimenticare le parallele di Via Piave e le periferie come Rione Mazzini, nei pressi del parco giochi, o lo stesso Parco Palatucci di Valle. Proprio a Valle, poco distante dal cantiere che si trova dopo aver svoltato oltre la pompa di benzina, è possibile imbattersi in un'altra discarica di elettrodomestici.
Le ragioni di una situazione tanto disastrosa sono molteplici: mancano zone di raccolta sorvegliate, per non parlare dei cassonetti a scomparsa. Siamo sprovvisti di sanzioni e controlli efficaci per i chi getta la sua spazzatura ovunque, così come manca una raccolta porta a porta efficace. Perfino l'attività di sensibilizzazione necessaria, escludendo le iniziative private di alcune istituzioni scolastiche, è insufficiente. Così come tanti quartieri, in periferia, sono sprovvisti dei cassonetti per la raccolta differenziata.
Un quadro davvero degradante che, sommato all'incuria di tanti nostri spazi all'aperto, soprattutto quelli verdi (Palatucci, Rione Mazzini, Villa comunale a periodi alterni per citarne alcune) comunica il messaggio di una città sporca e poco accogliente. Eppure, senza dover arrivare ad Amesterdam, dove i netturbini sono attivi dalle 19.00 e non si butta nemmeno una carta di caramella a terra, gli esempi in Italia sono molteplici.
La facilità con cui gli stessi avellinesi sporcano la propria città dimostra un disamore verso Avellino. Nessuna novità. Dopotutto, la mancanza di rispetto e senso d'appartenenza, si ripercuote anche sugli episodi di inciviltà accrescendoli esponenzialmente. Dove c'è abbandono, si pensi all'Eliseo, ognuno si sente autorizzato (a torto) a peggiorare la situazione. Quest'estate non ha fatto che ricordarcelo.
Andrea Fantucchio
