L'autopsia sul corpo di Gianna è stata effettuata ieri. Sotto i ferri il corpo di Gianna Del Gaudio, l’ex insegnante uccisa 40 minuti dopo la mezzanotte di venerdì nella cucina della villetta a schiera di piazza Madonna delle Nevi 4, a Seriate, dove abitava con il marito Antonio Tizzani, 68 anni, ex ferroviere. È l’unico indagato. Si trovava in giardino durante l’omicidio. I vicini sono stati svegliati dal suo grido disperato: «Oh mio Dio, oh mio Dio», singhiozzava, dopo aver trovato il corpo esanime della moglie.
L'unico dato certo, emerso, al momento, dall'esame autoptico è che l'insegnante in pensione è stata uccisa con un'unica coltellata alla gola. Con un coltellino, forte un cutter (affilatissima lama retraibile usata da disegnatori e artigiani) che non è stata ritrovata. È durato circa tre ore e mezza l'esame sul corpo dell'insegnante da poco in pensione, di origine avellinese, uccisa a Seriate. L'esame peritale è iniziato intorno alle 10.30 presso l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. All'accertamento irripetibile ha preso parte anche un consulente dell'unico indagato Antonio Tizzani, marito della vittima, incaricato dal suo legale Giovanna Agnelli.
Al termine dell'autopsia sono stati sequestrati gli abiti che la 63enne indossava la sera in cui è stata sgozzata e sui quali saranno effettuati gli accertamenti, così come su quelli del marito. Sul luogo del delitto, nei prossimi giorni, arriveranno i Ris che dovranno eseguire accertamenti mirati. L'abitazione verrà analizzata con il luminol, il composto chimico che mette in evidenza tutte le mahie di sangue, facendole diventare fluorescenti per comprendere se vi sia stato un tentativo di alterare la scena, per accertare dove l'omicidio si è consumato e se l'arma utilizzata è ancora presente in casa. Si deve accertare senza dubbio di sorta dove il marito era, in che punto della casa, al momento dell'assassinio.
Solo al termine di tutti gli accertamenti sarà ascoltato nuovamente Antonio Tizzani, 68enne avellinese, ex ferroviere iscritto nel registro degli indagati. Nei giorni scorsi è stato prelevato anche il dna dei familiari.
La telefonata sospetta. Una possibile chiave per la risoluzione del caso potrebbe essere la lunga telefonata di tre ore effettuata dalla vittima la mattina stessa di venerdì. Telefonata durante la quale era molto agitata, hanno raccontato alcuni vicini. «La signora Gianna l’avevo vista, io ma anche altre persone, venerdì mattina, dunque la mattina prima di essere poi uccisa – riporta un vicino che preferisce restare anonimo a L’Eco di Bergamo -: era qui, nella piazza davanti a casa sua. Sarà stata al cellulare per più di tre ore, dalle 8 alle 11 di sicuro. Ininterrottamente. E sembrava agitata: andava avanti e indietro, si sedeva sulle panchine gialle, poi si rialzava e si risiedeva».
