di Andrea Fantucchio
I cittadini della Valle del Sabato sono vigili, e non mollano di un palmo, la loro campagna per la vita. Arriva un'altra segnalazione, della quale ci facciamo portavoce. Denuncia che adesso le autorità dovranno controllare. E al più presto. Arriva da via Tufara, nel territorio di Manocalzati. Sulle sponde del fiume Sabato, lato Atripalda, ecco l'ennesimo scarico diretto nel fiume. Le foto, scattata da Giuseppe Penza che ringraziamo e postata dal gruppo Facebook "Non sei irpino se" di Luca Del Gaudio, mostrano sia il tubo celato alla bene e meglio nell'erba, sia le bollicine e il colore torbido delle acque interessate dallo scarico. Un' altra segnalazione da aggiungere al reportage sull'inquinamento del Sabato che ogni giorno, si arricchisce, purtroppo, di nuove pagine. (Guarda la gallery in basso)
Intanto, l'associazione “Salviamo la Valle del Sabato”, è in attesa della convocazione del Prefetto. Dopo la marcia ambientale, i cittadini non si sono fermati: rivolgendosi direttamente al governatore De Luca (Leggi lettera a De Luca) e proprio alla prefettura. Senza tralasciare la politica locale, proprio agli amministratori dei Comuni della Valle, sono oggetto della richiesta del dottore Franco Mazza, uno dei principali rappresentanti dell'associazione: “Voglio dire a tutti i politici, impegnati e non nelle varie istituzioni locali, regionali e nazionali che se vogliono sposare la causa del risanamento ambientale della valle del Sabato a noi va benissimo, lo facciano e si impegnino! Da noi nessuno avrà un mandato specifico, noi non ci facciamo strumentalizzare da nessuno perché la nostra è un'associazione che non ha colore politico: questa è la nostra forza e a questo non intendiamo rinunciare. Rinunci piuttosto qualche politico ai suoi interessi di bottega e operi finalmente per questa comunità duramente provata da anni di malgoverno!”.
Intanto, aspettando le mosse delle istituzioni i cittadini, sempre autonomamente, si stanno mobilitando per realizzare nuovi rilievi nel territorio della Valle e sulla mortalità prodotta dall'inquinamento. Per ora fanno fede le due ricerche mai completate, che indicano questa porzione della provincia irpina come uno dei territori con più alta percentuali de morti per leucemia e tumori al colon. Ricerca alla quale va aggiunto l'altro studio realizzato dal Cnr, sull'inquinamento dei trasporti. Risale al 2005 ed evidenzia una pericolosa presenza di ossidi di azoto e benzene nonché di Pm10 nell'aria. Segnalando l'importanza di svolgere altri rilievi con centraline. Controlli purtroppo, dopo undici anni, mai effettuati. (Leggi integralmente la ricerca Cnr in basso)
