Una storia infinita, quella delle traversine ferroviarie depositate a Borgo Ferrovia ad Avellino, poco distante dalle abitazioni dei cittadini. Lo scorso 19 agosto era stato Arturo Pirone, a denunciare il cumulo di metallo e chiedere spiegazioni.
Arturo evidenziava l'impatto ambientale delle traversine, rifiuti speciali che devono essere smistati in discariche apposite.
Il gruppo facebook, "Non sei irpino se" di Luca del Gaudio, si fece portavoce della segnalazione e la comunicò al nostro giornale. Noi approfondimmo la questione denunciando l'accaduto. I materiali usati per il trattamento delle vecchie traversine, sostanze come l'olio di catrame, sono considerate nocive per l'uomo e addirittura cancerogene.
Ma quella protesta sembra già essere caduta nel dimenticatoio. E le traversine sono ancora lì.
Stavolta, ad essere esasperata è Katya Venga: “Queste traversine sono rifiuti speciali, perché cancerogeni, trattati con inquinanti agenti chimici. Devono essere per tanto smaltite come rifiuti speciali, ma sono ancora ammassate a rione Ferrovia, e aumentano giorno per giorno. Perché questa zona deve essere usata sempre come pattumiera? Vergognoso!”
Esatto, vergognoso. In primo luogo per il messaggio che continua a passare nell'opinione pubblica: l'equazione Borgo Ferrovia, e in più in generale Pianodardine, come area deputata all'abbandono di rifiuti, discariche e degrado. Eppure, basterebbe giusto un po' di reattività in più da parte delle istituzioni: rispondere alle paure dei cittadini su quei rifiuti. Mettere in atto protocolli di tutela della salute pubblica, e dove è necessario, intervenire alla svelta per portar via i rifiuti ritenuti nocivi. Servirebbe insomma del buonsenso, quest'eterno sconosciuto.
Andrea Fantucchio
