Rapina caveau Cosmopol Avellino: 4 arresti

In manette "le iene" di Cerignola. Per i poliziotti sono criminali pronti a tutto

Il 31 ottobre 2014 hanno provato a ripulire il caveau della Cosmopol di Avellino, con un’altra azione spettacolare, degna dei migliori action movie americani.

Avellino.  

Per la polizia sono criminali pronti a tutto. E' finito in carcere il nucleo principale del gruppo di fuoco degli assalti a caveau e portavalori. Tutti di Cerignola, tutti specializzati in rapine-assalto secondo gli inquirenti. Colpi messi a segno con una precisione incredibile: un assalto rapido, spietato, per certi versi ‘spettacolare’. Quasi da film. “Allora, siamo in 7 o 8, con i fucili. Le guardie giurate guadagnano 1000 euro al mese, si getteranno a terra senza fare resistenza”. Questo uno dei passaggi chiave delle intercettazioni alla banda delle “Iene” di Cerignola. Così sono stati ribattezzati dalla polizia, i rapinatori della NP Service di Foggia, assaltata il 25 giugno 2014. Quelli che il 31 ottobre dello stesso anno hanno provato a ripulire il caveau della Cosmopol di Avellino, con un’altra azione spettacolare, degna dei migliori action movie americani. Gli arrestati sono tutti appartenenti al gruppo di fuoco.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti a giugno 2014 a Foggia, esplosero ben 60 colpi di kalashnikov contro le volanti della polizia, utilizzando tecniche paramilitari. Ma il 27 settembre scorso, squadra mobile di Foggia e agenti del Servizio Centrale Operativo hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla locale Procura della Repubblica per il reato di tentata rapina presso il caveau della Cosmopol di Avellino, nei confronti di S. C., nato a Cerignola classe 1969, G. I., nato a Cerignola classe 1972, G. S., nato a Cerignola classe 1974 e P. M., nato a Venosa (PZ) classe 1973. Tutti già coinvolti nell’assalto alla NP Service di Foggia e di recente trasferiti ai domiciliari. Attualmente sono ricercate altre due persone.

Nel corso delle indagine è stato trovato anche un importante arsenale, nella disponibilità di uno degli arrestati e rinvenuta una vera e propria "sala regia mobile", occultata all´interno di un manufatto realizzato nel cassone di un camion, che serviva come "base logistica itinerante" e dotata di telecamere esterne, monitor e strumentazione per "inibire" i segnali telefonici.