L'assassino di Gianna Del Gaudio, la professoressa di Avellino sgozzata nella sua villetta di Seriate, non ha ancora un nome. Il giallo è fitto e le indagini continuano dopo una serie di dichiarazioni di alcuni familiari che lasciano più di un nodo da sciogliere. Il delitto di Seriate di ieri è stato uno degli argomenti dibattuti durante la puntata di Quarto Grado. Nuzzi e i suoi ospiti hanno fatto il punto sulle indagini relative all’omicidio uccisa nella notte tra il 26 e 27 agosto scorso, e per il cui delitto è indagato come atto dovuto, Antonio Tizzani, marito della vittima.
Durante la diretta è emerso un particolare del tutto inedito, ancora non emerso: l’attenzione dei Ris è rivolta ad alcune macchie di sangue molto particolari, definite ‘macchie da gocciolamento’, cadute nel tragitto cucina-ingresso. L’assassino di Gianna Del Gaudio si sarebbe spostato, con le mani grondanti di sangue, ed avrebbe frugato nella borsetta della vittima, dove avrebbe lasciato le sue tracce. Nel giro di una settimana insomma potrebbe arrivare la svolta. Gli esami sul sangue potrebbero dare risultati importati. Chiarito, durante la trasmissione, il giallo sulla presunta furibonda litigata tra i coniugi poco prima del delitto, tra le ore 00,10 e le 00,15, confermata da tre testimoni ritenuti attendibili dagli inquirenti: Antonio Tizzani l’avrebbe negata categoricamente.
«Ho sentito delle urla maschili, dopo le 00.30 ma non chiedeva aiuto imprecava solamente», sono le parole di un altro testimone a Pomeriggio 5 sul delitto di Gianna Del Gaudio, come riporta LaPResse. "Era sicuramente la voce di Antonio perché poi siamo usciti e l'abbiamo visto. Continuava a imprecare e poi chiamava 'Paolo Paolo', ma lui non ha mai chiesto aiuto. Diceva Dio! Dio! Dio! Non era molto chiaro e quindi pensavamo fosse un ubricaco che passava dalla piazza. Ma una frase mi è rimasta impressa, diceva 'Ti ho visto, ti ho visto'!". L'inviata riferisce che probabilmente Antonio Tizzani potrebbe aver visto un messaggio sul cellulare della moglie Gianna Del Gaudio. Infatti gli inquirenti starebbero proprio lavorando su questa pista: controllare gli ultimi messaggi ricevuti e inviati e scoprire se qualcuno di questi sia stato cancellato, sempre come riportato da LaPresse.
