Racket del cemento:imprenditori e funzionari in manette.I NOMI

Appalti truccati e sequestri di persona. Sgominata la banda, terrorizzava il baianese

Avellino.  

Sono otto tra imprenditori e dirigenti comunali gli arrestati dell'operazione scattata all'alba tra Avellino e Baiano. Nel corso delle indagini, avviate in seguito a due omicidi avvenuti nel baianese nel 2013 (omicidi Miele e Basile) è stato individuato il gruppo criminale che terrorizzava l'intera area tra minacce, estorsioni, sequestri di persona e appalti truccati. Stamattina otto misure cautelari sono state eseguite all'alba dai Carabinieri, coordinati dalla Dda di Napoli. In carcere sono finiti: G. A. 58 anni imprenditore pregiudicato di Baiano, M. G. 53enne di Avella, operaio pregiudicato, O. A. 54enne di Avella pregiudicato, E. I. 47enne di Avella, commerciante, S. G. 61enne di Mugnano del Cardinale, commerciante pregiudicato. Sono finiti ai domiciliari: N. B. 39enne di Avella, imprenditore pregiudicato, N. V. 49enne di Baiano, libero professionista, I. C. 55enne di Baiano, funzionario comunale. 

I reati accertati sono una serie di estorsioni a imprenditori, per acquisire il controllo degli appalti pubblici, attraverso l'assegnazione delle opere e delle commesse a ditte colluse con il sodalizio e al monopolio delle forniture di calcestruzzo nell'intero mandamento baianese. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini un funzionario comunale (deceduto), avrebbe intascato 15mila di mazzette per favorire il gruppo criminale nel caso dell'assegnazione dei lavori per il rifacimento della fognatura di Baiano da due milioni di euro. E' solo un aspetto dell'indagine che ricostruisce l'elaborato sistema di corruzione e intimidazioni messo in piedi negli anni. Un sistema artato di controllo dei pubblici appalti attraverso l'assegnazione delle opere e delle commesse a ditte colluse con il sodalizio e il monopolio delle forniture di calcestruzzo all'intero Mandamento Baianese. Due dei principali indagati per imporre le proprie richieste hanno anche sequestrato tre imprenditori: un padre e due figli tenendoli sotto minaccia di armi da fuoco. Si trattava di tre imprenditori sanniti, vennero sequestrati e tenuti sotto minaccia in un capannone dismesso.