Rapina con siringa. I commercianti: «Noi, soli tra i pericoli»

Allarme sicurezza nel centro storico

Duecento euro il bottino ricavato, ma sembrerebbe, da una prima ricostruzione, che la vittima sia stata anche ripetutamente colpita con calci e pugni. E' successo in via Casale intorno alle ore 14,25

Avellino.  

Torna la rapina con siringa, in fuga con 200 euro e scatta l’allarme sicurezza nel centro antico di Avellino, sempre più violento. Un uomo nel primo pomeriggio di ieri è stato minacciato, picchiato e rapinato. La vittima, un 45enne residente del posto, è stata costretta a consegnare i soldi in suo possesso. Duecento euro il bottino ricavato, ma sembrerebbe, da una prima ricostruzione, che la vittima sia stata anche ripetutamente colpita con calci e pugni. E' successo in via Casale intorno alle ore 14,25. L'uomo è stato portato al pronto soccorso della Città Ospedaliera a causa delle botte ricevute al volto e all’addome, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Immediato l'arrivo sul posto degli agenti della Sezione Volanti della Questura, guidati da Elio Iannuzzi.

 

La vittima stava rientrando a casa con la sua auto, una Fiat Punto, quando una volta entrato nel garage, si è visto bloccato dal suo assalitore. La Polizia indaga per risalire all'identità dell'uomo e avrebbe a disposizione l’identikit del rapinatore. Via Casale è la strada che collega Piazza Garibaldi con Via Trinità e proprio qui il rapinatore ha atteso l’arrivo del 45enne e dopo averlo minacciato con la siringa, lo ha colpito per rapinarlo e sparire nel nulla. La descrizione fornita restituisce l’identikit di un uomo di carnagione chiara, corporatura esile, alto con i capelli lunghi ricci e neri, zainetto in spalla e di circa 40 anni di età. Cinque le pattuglie che hanno setacciato la città.

 

Solo due anni fa a pochi passi proprio da via Casale, precisamente in via Delle Oblate, Clorinda Sensale venne uccisa a coltellate daPellegrino Pulzone. Lo scorso martedì il furto degli ex voto nel Duomo, tra lo stupore e rabbia di fedeli e parroci che avevano rimarcato i rischi patiti quotidianamente in un centro storico dimenticato, tra transenne e cantieri. Pochi giorni fa lo scippo di una anziana lungo il Corso Vittorio Emanuele. Ma non solo. Nel 2006 c’era stato anche il rinvenimento di un cadavere in largo Seminario. Qualcuno ricorda l'omicidio di Salvatore Vicino, crivellato da colpi di pistola in via Seminario nel dicembre del 2006. Ma non solo. Lo stesso custode dell’istituto comprensivo Leonardo Da Vinci ha detto in quei momenti così concitati di aver ricordato anche il delitto della signora Clorinda. Insomma, reati e fatti di sangue che hanno più volte fatto parlare di un caso “sicurezza” per il centro storico di Avellino. E poi i commercianti che raccontano ai microfoni di Ottochannel dei rischi che ogni giorno rischiano.

 

«Siamo costretti a chiudere alle otto e fare i conti stando attenti a tenere la porta chiusa - raccontano -. Abbiamo paura. Vediamo facce sospette che si aggirano con insistenza. Manca l’illuminazione e tutto questo concorre a rendere vicoli e strade sempre meno sicure. Ci sentiamo abbandonati. Dopo l’omicidio Sensale sembrava che qualcosa fosse cambiato. Ma non è stato così. Aumentano solo i cantieri, i sensi di marcia che cambiano, le piazza che chiudono, il degrado e i pericoli. Siamo davvero esasperati».