Scarpati al Gesualdo: "Il teatro torni centrale"

L'attore romano in scena nel Misantropo di Moliere con Valeria Solarino

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Avellino.  

Stasera e domani al teatro Gesualdo di Avellino Giulio Scarpati e Valeria Solarino nel "Misantropo" di Moliere per la regia di Nora Venturini: una storia sempre in bilico tra commedia e tragedia "Questo spettacolo fa ridere molto però fa anche molto pensare, è la storia di quest'uomo che è in lotta contro tutte le ipocrisie del mondo, scompagina sempre le cose perché dice la verità cosa che ovviamente molto scomoda. Tutto quello che può sembrare una cosa legata al '600 invece è legata al mondo di oggi perché i vizi degli uomini sono sempre gli stessi e la regia di Nora Venturini e l'allestimento hanno voluto avvicinare questo testo classico alla realtà odierna”. Scarpati torna ad Avellino dopo il grande successo nel 1999 con l'idiota di Dostojevski. Ricorda con piacere quell'esperienza e lancia un messaggio: "Il teatro torni centrale nella cultura italiana. Sono stato ad Avellino tantissimi anni fa, nel pieno del boom di Un medico in famiglia e qui ad Avellino c'era tantissima gente che mi ha dimostrato un calorosissimo affetto. Di Avellino ricordo questo pubblico caloroso e sono molto contento che abbia riaperto dopo tanto tempo il Gesualdo. È fondamentale che le città italiane abbiano un teatro vecchio, io dico che bisogna mettere un teatro al centro di ogni villaggio perché il teatro offre uno spettacolo dal vivo unico". L'attore romano deve gran parte della sua celebrità alla fiction televisiva “Un medico in famiglia” che ha collezionato ben 10 stagioni ma ora – dice – è tempo di guardare avanti. "Non dipende da me, dipende dalla Rai. Onestamente non credo che si faccia. È stata una bellissima esperienza per me e ha avuto molto successo e continua ad avere successo tutto oggi con le repliche che la RAI manda in onda è una storia che ormai si è conclusa.Quindi bisogna guardare ad altre storie”.