De Sanctis politico e meridionalista: nuova originale raccolta

Volume numero 4 della collana "Biblioteca di Studi Desanctisiani". Monografia Toni Iermano

de sanctis politico e meridionalista nuova originale raccolta

Toni Iermano, dal capitolo introduttivo, L’ultimo cavaliere errante de’ tempi moderni...

Avellino.  

Pubblicato il volume numero 4 della collana "Biblioteca di Studi Desanctisiani", monografia di Toni Iermano. Questa nuova, originale raccolta di saggi critici affronta sul piano storico e su quello culturale la complessità del pensiero desanctisiano.

Il saluto “innanzi l’alba” agli otto esuli morresi del ventuno, è la prima immagine della vita di Francesco De Sanctis, uno dei grandi intellettuali della modernità nell’Europa del diciannovesimo secolo. L’esilio, la fede nella forza della rivoluzione delle idee, le espansive battaglie politiche e morali contro la conservazione dei mali storici dell’Italia moderna ossia decadenza, corruttela, trasformismo, familismo, costituiscono i caratteri della militanza ideologica e intellettuale di questo memorabile Professore. Audace ‘soldato della democrazia’, De Sanctis, secondo Salvemini, fu tra i quattro o cinque protagonisti della costruzione dello Stato unitario e del rinnovamento radicale della coscienza civile dell’italiano.

Questa nuova, originale raccolta di saggi critici affronta sul piano storico e su quello culturale la complessità del pensiero desanctisiano. Le fonti, i modelli, le più intime motivazioni ideali di un intellettuale e di un critico che fece del ‘Limite’ la ragione e il fondamento della sua ricerca filosofica, letteraria, politica e meridionalista: dalla innovativa riflessione su Niccolò Machiavelli, “il Lutero italiano”, ai grandi protagonisti della modernità (Galileo, Campanella, Vico, Leopardi), straordinari artefici del superamento dei dogmi e delle ‘opinioni’ della ‘vecchia Italia’.

Il giovane lettore e traduttore di Hegel, il teorico della Nuova letteratura, il creatore del lessico del moderno, il fiero oppositore di ogni forma di retorica e delle “fredde regole della ragione”, nella Storia della letteratura italiana contrappone alla ‘Gaia scienza’ la fibra del ‘vivente’ e la natura del reale, alle accorte abitudini dei ‘saggi’ la passione eretica della conoscenza scientifica, della serietà dell’Idea che si fa azione e quindi energia e Vita.

Nelle pagine dell’Estetica Benedetto Croce ricorda che quello di De Sanctis è “pensiero vivo, che si rivolge a uomini vivi, disposti a elaborarlo e continuarlo”. Questo volume documenta il ritratto di Una vita… inquieta, che lascia intravedere “nuove ricchezze da conquistare”, nuovi Limiti da raggiungere.

Introduzione

Nel labirinto di sentieri che scavano i prati del ventoso Altopiano del Formicoso da più lati compare agli occhi del viaggiatore incantato o dell’ignoto pellegrino il profilo compatto e massiccio di Morra De Sanctis, il borgo in cui nacque il nostro Francesco nella primavera del 1817 da una famiglia di origini borghesi, colma di preti e di esuli. Già: l’esilio fu una condizione esistenziale di questo protagonista della cultura europea del diciannovesimo secolo.

 

In questa raccolta di nuovi saggi, frutto del continuo lavoro critico e antiretorico derivato dalle innumerevoli iniziative scientifiche promosse dal Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Francesco De Sanctis, si è proposto con forza anche un De Sanctis politico e un De Sanctis meridionalista. Seguendo questa linea ho ripreso a esplorare con la stessa testardaggine dei cercatori d’oro che contribuirono a definire la natura della mitica storia del West l’intera opera di De Sanctis. Con quali risultati? Forse non mi resta che ripetere proprio con Croce «che per noi, in conseguenza di ciò che siamo venuti dicendo, il De Sanctis è critico compitissimo in tutto quello che ha voluto o saputo fare; e non gli chiederemo conto di quel che non ha voluto fare».