Di nuovo all’altare per dire sì dopo la prima volta nel 1964

La cerimonia si è svolta presso la Basilica Cattedrale di Ariano Irpino

Ariano Irpino.  

Correva il 1964, l’anno in cui gli Stati Uniti si imbarcarono in una delle più insensate guerre di ogni tempo, quella in Vietnam, Paolo VI saliva in cattedra al Vaticano e Martin Luther King leader dei diritti civili e fautore della lotta non violenta, riceveva il premio Nobel per la Pace, quando 79 coppie arianesi, coronavano sull’altare il loro sogno d’amore. Anni difficilissimi segnati ancora dal dopo terremoto del 1962 in Irpinia che provocò distruzione e morte. A distanza di cinquant’anni, sono state tutte chiamate a raccolta, nella Basilica Cattedrale, per l’annuale avvenimento delle nozze d’oro, ideato nel dicembre del 2004 proprio dall’attuale sindaco Domenico Gambacorta. Presenti alla cerimonia, il vice sindaco Giovannantonio Puopolo, gli assessori Mario Manganiello, Debora Affidato, Raffaele Li Pizzi e il presidente del consiglio comunale Antonio Della Croce. Una celebrazione molto toccante quella presieduta quest’anno dall’amministratore diocesano Monsignor Antonio Blundo, la prima volta senza la presenza del Vescovo. Fu Giovanni D’Alise ad inaugurarla nei giorni del suo insediamento sul tricolle, in quel 2004 assai movimentato per la città alle prese con la lotta di popolo contro Difesa Grande. Un plauso è stato rivolto alla macchina organizzatrice di questa iniziativa che oramai rappresenta una vera e propria istituzione per Ariano, composta da Ciriaco Gelormini e Annamaria Sgobbo precisi ed impeccabili come sempre ed ancora Angelo De Lillo, Michele Santosuosso e Giuseppe Finella. A suggellare questo traguardo dal profondo significato, il sindaco e l’amministrazione comunale, hanno donato alle coppie una pergamena, che riproduce, la pagina del registro dell’atto di matrimonio, sigillo e patto per una vita da affrontare insieme, con la forza che solo la famiglia può dare. Delle 79 coppie, 12 vivono all’estero e purtroppo non sono riuscite ad essere presenti, ma un augurio affettuoso è stato esteso anche a loro da parte dell’amministrazione comunale. A scandire i nomi di ognuno, anche quest’anno, ci ha pensato Candido Iacobacci. Saluto affidato al sindaco Gambacorta, il quale non nasconde la sua emozione, nel vedere la Basilica Cattedrale gremita in ogni angolo, intorno alle coppie un esercito di parenti ed amici. E c’è chi come Imelde Galeazzi, bella e raffinata come sempre, insegnante in pensione, già nota per aver brillato a Pesaro, alla finale di Miss Overissima, ha indossato l’abito da sposa di cinquant’anni fa accanto al marito Alberto Ruggiero. Così il primo cittadino Domenico Gambacorta: “E’ un traguardo importante che ritengo debba coinvolgere l’intera comunità. La nostra amministrazione crede molto nel valore della famiglia, per la quale spendiamo tempo e risorse, sostenendola con azioni concrete.” Rivolgendosi poi a tutti i presenti: “Voi più che mai, con la vostra unione, rappresentate la speranza di chi crede in valori come l’amore e la famiglia, la forza di chi nonostante mille difficoltà non si arrende, la fede perché di sicuro Dio ha guidato il vostro cammino. Sfidando con la luce del vostro amore, quel periodo buio del sisma del 62, tra mille sacrifici ma di sicuro donandovi forza a vicenda, avete realizzato una famiglia, un unione che siamo qui a festeggiare. Siete testimonianza o per meglio dire, l’esempio che i giovani di oggi devono seguire, un modello di valori a cui non si dovrebbe rinunciare.” Infine una statistica molto significativa dall’ufficio anagrafe, oggi servizi demografici. Furono ben 390 i matrimoni celebrati nell’anno 1964, rispetto ai 99 del 2014 ormai al capolinea. 499 i nati, a fronte dei 150 dell’anno in corso ed infine ultimo raffronto 186 deceduti, mentre oggi ben 275. Popolazione residente nel 1964 attestata su 25.166, rispetto ad oggi ferma a quota 22.917, al 25 dicembre 2014, con 8962 famiglie e 8 convivenze. Immigrati da altri comuni 338 ed emigrati 240 gli ultimi dati statistici  del 2014. A primavera il resoconto sull’evento in un almanacco che realizzerà il comune alla memoria di un altro grande trascinatore di questo evento, il compianto Gery D’Alessandro, un grande tra quelli che ha amato profondamente la sua città e queste belle iniziative.

Giovanni Vigoroso