Caso contributi scolastici al Parzanese, dope le polemiche dei giorni scorsi, ecco un lettera da parte di un alunno dell'istituto arianese, Christian Monaco: "Questo mese, mi è capitato ,più e più volte, di leggere articoli sui contributi versati al mio caro e vecchio liceo, articoli che però non hanno mai dato una chiara idea di come realmente siano andate le cose. Per me la situazione è stata molto più complessa di quella che è trapelata dalle varie dichiarazioni ,fatte in questi mesi, e con questa lettera cercherò di spiegare i motivi di rottura che spinsero noi alunni a muoverci con tanto impeto e decisione nei confronti del Parzanese.
Tutto cominciò in un assemblea del mese di febbraio 2014, dove veniva portato all’attenzione di tutti quella che era la questione del contributo scolastico. L’assemblea per tutti gli studenti è un momento di dibattito, confronto e soprattutto di crescita ,e l’argomento che veniva trattato era di sicuro uno dei più delicati, un argomento che ancora oggi viene portato alla ribalta non solo dai media nostrani, ma anche da quelli nazionali. Quell’ambiente colmo di rispetto e democrazia, si trasformò in una delle più brutte esperienze scolastiche alla quale abbia mai assistito: il docente di turno fece un intervento non per difendere l’importanza del contributo ma per difenderne l’obbligatorietà, offrendo su un piatto d’argento a tutti i partecipanti una vile menzogna. Fatta questa premessa posso affermare con consapevolezza e serenità che la questione del contributo non è nata come sterile protesta, come molti vogliono far credere , ma è nata principalmente per una mancanza di rispetto nei confronti dell’intelligenza di noi studenti, questa grave mancanza di rispetto e lealtà, unita ad altre situazioni a noi poco chiare(che riguardavano la spesa di questi contributi),ci spronarono ad agire con forza.Quale modo migliore di operare se non mettere in discussione il pagamento di questo contributo? Ci domandammo se non fosse stato questo l’unico modo per essere presi finalmente in considerazione su come spendere questi soldi, sul sancire la volontarietà dei contributi, sul cambiare il nome del bollettino da tasse a contributi. Da questa nostra protesta silenziosa, ma efficace, abbiamo riscontrato i primi successi; la volontarietà del pagamento è stata riconosciuta; i genitori oggi sanno di poter detrarre dalle tasse il contributo e i ragazzi sono più consapevoli di quali siano i loro diritti. Questi risultati ottenuti ci hanno fatto sperare in un futuro migliore e ci hanno fatto credere che la questione fosse chiusa definitivamente.
Oggi 25 aprile vorrei tanto raccontarvi che le cose fossero andate in questo modo ma l’amore per il vero mi porta a palesarvi le situazioni di disagio che hanno riscontrato i non contribuenti, ultima in ordine cronologico una sovrattassa versata per partecipare alla gita scolastica. A questa storia c’è ben poco da aggiungere, mi resta solo da ricordare quel vecchio proverbio latino :”errare è umano ma perseverare è…”. A conclusione posso dire che questo liceo io l’ho vissuto, sostenuto, amato e in fine odiato ! Dal punto di vista della didattica sono stato molto fortunato, durante i 5 anni trascorsi ho avuto una preparazione impeccabile che mi consente di affrontare l’università con la giusta grinta e preparazione, ciò che è mancato a me e a tutti gli studenti è stato sicuramente l’appoggio, il sostegno, da parte dei nostri educatori, nei momenti in cui abbiamo affrontato i vari problemi che atrofizzavano il sistema scolastico e ancor di più le nostre menti. L’augurio che mi faccio è senza dubbio che la questione venga chiarita e risolta al più presto, che i nostri educatori si espongano aiutando noi studenti a far valere le nostre ragioni e allontanarsi da quell’indifferenza che tanto ci danneggia e tanto ci demotiva, l’indifferenza è la più grande piaga di questo mondo corrotto, e dove lo dobbiamo cambiare questo mondo se non nelle nostrescuole?
L’obbiettivo di questa lettera è quello di difendere la dignità della protesta che abbiamo iniziato l’anno scorso e che sta avendo più risalto quest’anno sui mass media irpini. Con questo articolo però voglio anche proporre qualcosa senza fermarmi ad un analisi della situazione per riportare i contribuenti ad aver fiducia nell’istituzione scolastica basterebbe rendere il consiglio di istituto realmente determinante consentendo di votare ogni singola spesa che viene fatta con i soldi dei contribuenti, un passaggio elementare, anche scontato per certi versi ma che porterà ad una definitiva soluzione.
Redazione
