Rivolta in carcere, sequestrano agente. "Un'ora di inferno"

Momenti di forte tensione ad Ariano Irpino, rinforzi da più parti per riportare la calma

rivolta in carcere sequestrano agente un ora di inferno

A scatenare la rivolta il trasferimento di un detenuto in un’altra struttura penitenziaria. Poco dopo le 17.00 la situazione è tornata alla normalità. Un detenuto è stato trasferito altrove e altri venti sarebbero in partenza da Ariano...

Ariano Irpino.  

 

di Gianni Vigoroso

Ennesima rivolta all’interno del carcere di Ariano Irpino. Un folto gruppo di detenuti, almeno un centinaio, ha dato vita ad una protesta clamorosa tra minacce, lancio di oggetti e danneggiamenti. E' accaduto nella decima e undicesima sezione.

Si è temuto il peggio per quattro membri della polizia penitenziaria. In tre finiscono in ospedale,  tra cui un assistente capo minacciato e costretto a barricarsi in un box. Stessa sorte per un suo collega in servizio.

Lamentava forti dolori al petto è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Ottone Frangipane da un'ambulanza del 118. Ma per consentire questa operazione è stata necessaria una mediazione tra i detenuti, attraverso un sovrintendente e assistente capo.  Questi ultimi con grande coraggio e determinazione si sono dovuti a loro volta offrire in ostaggio per permettere ai sanitari di soccorrere i loro colleghi rinchiusi nelle garitte, dopo essere stati prima accompagnati a piano terra. Solo dopo la suddivisione dei detenuti e la relativa conta, che nel frattempo si erano radunati a gruppi e la mediazione intelligente posta in essere dalla Polizia Penitenziaria si è potuto tirare un sospiro di sollievo. In supporto è giunto un ispettore ed altri colleghi per terminare le operazioni.

Ma resta un dato gravissimo e preoccupante. Troppo pochi gli agenti in servizio per far fronte ad un'emergenza simile. Subito allertato il direttore del Carcere Gianfranco Marcello che ha seguito le varie operazioni di concerto con la Polizia Penitenziaria.

L'istituto è stato raggiunto in poco tempo da un centinaio di uomini tra carabinieri, polizia, guardia di finanza, rinforzi della polizia penitenziaria da Avellino e Napoli militari in tenuta antisommossa che hanno riportato la calma. Sul posto con immediatezza il vice questore Maria Felicia Salerno e il capitano Andrea Marchese.

Momenti di forte tensione e concitazione. Con grande impegno e tecnica di mediazione è stata superata la criticità del sequestro dell'agente. 

Danni ingenti alla struttura a causa della sommossa tra cui lo sfondamento dei cancelli di sbarramento delle sezioni e delle scale all'interno del padiglione.

A scatenare la rivolta sarebbe stata la richiesta di trasferimento di un detenuto con problemi psichiatrici in un’altra struttura penitenziaria, il quale avrebbe anche sostenuto di aver subito maltrattamenti fino a coinvolgere poi i compagni in sua difesa. Ma non ci sarebbe solo questo, la vicenda è tutta ancora da chiarire ed è al vaglio degli inquirenti. Poco dopo le 17.00 la situazione è tornata alla normalità. Un detenuto è stato trasferito altrove e altri venti sarebbero in partenza da Ariano nelle prossime ore. Informata dell'accaduto la Procura di Benevento che ha aperto un'inchiesta.

Da fonti interne direzionali al carcere viene chiarito che la situazione è stata risolta dalla Polizia Penitenziaria in poco tempo e che la presenza delle altre forze di polizia in maniera massiccia è stata richiesta solo a scopo precauzionale.

"Si è trattato di un equivoco fortunatamente risolto senza conseguenze gravi. Fermo restando che ci saranno tutte le conseguenze e decisioni punitive a livello penale per gli autori di tale comportamento. Il detenuto in questione, soprattutto per un senso di umanità non poteva essere isolato in carcere. Sarebbe stato forse più giusto fargli scontare la sua pena non in una struttura del genere ma questo è stato anche sollecitato a chi di dovere come pure la richiesta da tempo di una consulenza. Da premiare la grande professionalità e competenza dimostrata ancora una volta dagli uomini della Polizia Penitenziaria nonostante la gravissima e cronica carenza di organico."

La notizia è stata confermata dal Sappe sindacato autonomo polizia penitenziaria che parla di “sequestro annunciato in un carcere praticamente in mano ai detenuti”. Numerosi agenti liberi dal servizio e non hanno raggiunto la struttura penitenziaria di via Cardito.

Proprio in mattinata il Sappe attraverso Donato Capece ed Emilio Fattorello, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale per la Campania del sindacato autonomo polizia penitenziaria, aveva dato notizia dell’ennesima aggressione avvenuta ieri in carcere ad Ariano Irpino:

“Il prologo dell’aggressione di oggi si è verificato ieri verso le ore 11:45, quando un gruppo di detenuti a custodia aperta ristretti nel nuovo padiglione, giunti presso l’infermeria del vecchio padiglione, avevano forzato il cancello d’ingresso del reparto infermeria, spingendo con forza un poliziotto. Alcuni detenuti, di origine napoletana, erano riusciti ad entrare nel reparto e ad aggredire con calci e pugni un agente e l’ispettore di polizia penitenziaria di sorveglianza. Inutile evidenziare che questo ennesimo episodio di violenza ed aggressione nei confronti del personale non sono altro che le risultanze di quello che il Sappe ha denunciato da tempo, ossia una inesistente sicurezza sui posti di servizio detentivo ove i detenuti ormai la fanno da padrone. Infatti a nulla sono valse sino ad oggi le nostre denunce e le nostre azioni dirette alla nostra amministrazione ed ad altre autorità e per questo è necessario che si provveda un immediato cambio ai vertici del carcere del Tricolle. E il sequestro, di un agente in carcere ad Ariano Irpino avvenuto oggi pomeriggio è sintomatico di questa gravissima situazione”.  

Così Giuseppe Iovine: 

"Solo poche ore fa i colleghi sono stati liberati e trasportati in ospedale per i primi soccorsi. La denuncia è dell'Osapp, ormai la situazione nel penitenziario arianese è insostenibile, se si aggiunge che ieri sera sono stati picchiati dai detenuti,un ispettore e un agente  della polizia penitenziaria,  beh allora si intuisce palesemente che parlare di allarmismo è a dir poco riduttivo Il segretario regionale Vincenzo Palmieri ed il dirigente nazionale  Maurizio Russo dell'Osapp esprimono solidarietà ai colleghi in questione ed ai colleghi e colleghe che quotidianamente sono vittime di violenza di una parte della popolazione detenuta che non ha più alcuna remora a scagliarsi contro chi rappresenta e serve lo Stato. I nostri eroi silenziosi umiliati, offesi ed aggrediti dai detenuti ed abbandonati da uno Stato che resta in silenzio. La situazione é al collasso, mancano i minimi stardard di sicurezza, carenza cronica di personale,  un solo agente per controllare 80 detenuti, turni massacranti, senza riposi settimanali, il personale è allo sbando, totalmente abbandonato a se stesso.nn a caso abbiamo aperto un ufficio sindacale proprio ad Avellino per dare aiuto, sostegno e supporto ai colleghi che operano nei penitenziari di Avellino e della provincia, si confida in un intervento urgente ed improcrastinabile delle Istituzioni tutte affinchè siano adottati provvedimenti di tutela per i colleghi e di sicurezza per le strutture carcerarie, di fare provvedimenti urgenti atti a garantire la sicurezza degli agenti e soprattutto urgono nuove ed urgenti assunzioni."

Un documento a firma del segretario generale dell’osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Leo Beneduci:

"Nel carcere di Ariano Irpino le aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria sarebbero all'ordine del giorno in quanto, a detta del personale in servizio nella struttura, l'istituto sarebbe letteralmente da mesi in mano ai reclusi come peraltro avviene, in questo momento, nella stragrande maggioranza degli Istituti penitenziari sul territorio nazionale grazie alla nefasta politica penitenziaria instaurata dal precedente governo e nonostante le decine di segnalazioni e inviti che proprio l'Osapp aveva inoltrato alle autorità dell'amministrazione penitenziaria regionale e centrale, in particolar modo per il carcere di Ariano Irpino, e che sono restate lettera morta. Peraltro - indica ancora il leader dell'Osapp - l'ultimo evento odierno e recenti ulteriori episodi che hanno investito l'Istituto dimostrano fuor di dubbio che il carcere di Ariano abbisogna di una diversa e maggiormente compatibile direzione come altrettanto può dirsi del vertice penitenziario della regione Campania tenuto conto che l'evento nella prima mattinata sarebbe stato del tutto sottovalutato immaginando una soluzione interna e silenziosa e che solo nel primo pomeriggio si è ritenuto di far intervenire reparti di polizia penitenziaria provenienti da istituti della regione mentre all'interno dell'Istituto già era stato chiamato ad operare personale dell'arma dei carabinieri, della polizia di stato e della guardia di finanza e fermo restando che per le ulteriori valutazioni la precedente rivolta interna alle carceri si era verificata in Toscana e sotto la medesima responsabilità del provveditore regionale che oggi opera in Campania. E' indubbio - conclude Beneduci - che occorra oggi considerare da parte del nuovo governo e del nuovo Ministro della Giustizia la necessità di una nuova e più efficiente amministrazione penitenziaria che oltre a dare certezza alla detenzione costruisca un carcere rivolto alle esigenze di sicurezza della collettività e non solo dei detenuti come oggi avviene e che tenga, finalmente in considerazione, le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria anche ponendo fine ai gravi e impuniti errori della attuale e pluriennale gestione." 

Dalla segreteria generale Alsippe (Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria) 

"Gia' nella giornata di ieri c’era stata un aggressione al carcere di Ariano Irpino che abbiamo riportato nei nostri notiziari, ad essere aggrediti un Ispettore superiore ed un assistente capo, da qui i primi segni di insofferenza , fino poi alla rivolta inscenata nella nuova ala del carcere. che e’ iniziata nella giornata di ieri intorno alle 15 ,ed ha visto il coinvolgimento di almeno 100 detenuti che sembrerebbe protestassero per il trasferimento di un detenuto ad altro carcere.I fatti , durante la rivolta un agente di Polizia penitenziaria  e' stato preso in ostaggio, l'agente sequestrato non ha subito  aggressioni è per precauzione e' stato trasportato e tenuto sotto osservazione al Pronto Soccorso dell’Ospedale Frangipane , le sue condizioni sono buone , subito scattato l’allarme e' stato massiccio l’intervento di  più di cento uomini  delle forze dell’ordine tra  Polizia penitenziaria intervenuta anche da altri reparti della Campania, supportati da Carabinieri , Dda, agenti antisommossa della Polizia e Guardia di Finanza.  Momenti di tensione tra il personale intervenuto e di preoccupazione per l’incolumita’ dell'agente  sequestrato .Dopo qualche ora di mediazione tra detenuti e Direzione  il personale di Polizia penitenziaria e’ stato rilasciato e la situazione in serata e’ tornata alla normalita’.Alcuni detenuti autori della protesta in serata sono gia’ stati trasferiti  ad altri istituti penitenziari , mentre altri dovrebbero lasciare a momenti Ariano Irpino.Proprio marted' scorso davanti al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Napoli si era tenuta una manifestazione delle Segreterie regionali delle Sigle sindacali della Polizia penitenziaria di Osapp/Alsippe, Uilpa, Sinappe, Fns Cisl, Uspp e Cgil Funzione Pubblica, per focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle gravi difficoltà in cui versa la Polizia penitenziaria , dove si chiede un incontro urgente al ministro della Giustizia, perchè la situazione tra carenza di personale e mancanza di mezzi, divise è ormai diventata insostenibile." 

E dopo la sommossa il Cosp chiede la rimozione dei dirigenti:

"Una situazione che il Cosp non esita a definire “esplosiva”, quella del carcere di massima sicurezza di Ariano Irpino, in provincia di Avellino teatro di gravissimi accadimenti. Nel pomeriggio un gruppo di detenuti ha sequestrato per ore un agente e un ispettore della polizia penitenziaria all’interno dell’infermeria. A liberarli è stato il direttore della casa circondariale  dopo una estenuante trattativa con i reclusi. I detenuti avrebbero preso in ostaggio i due per protestare contro le violenze subite da un loro compagno. Il leader del coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli ha più volte denunciato le gravi criticità del carcere di Ariano Irpino chiedendo la rimozione dei suoi dirigenti. Il Cosp ha chiesto al nuovo ministro della giustizia di avviare una ispezione ministeriale al fine di accertare le responsabilità e procedere con l'immediata sospensione dei dirigenti del penitenziario.  Secondo Mastrulli  “è arrivato il momento di  di dire basta al buonismo e al pietismo, basta con l’apertura delle celle e  la vigilanza dinamica”. “Vanno immediatamente sostituiti il direttore e il provveditore generale che non sono in grado di gestire una situazione più volte denunciata dal Cosp.”

Si tratta della seconda protesta, rivolta in poco meno di 24 ore.Una situazione al momento particolarmente critica ed esplosiva segnalata al Ministero degli Interni affinchè vengano adottati provvedimenti urgenti.

Sul fronte politico, immediato l'intervento del deputato del Movimento 5 Stelle Generoso Maraia: 

"La mia solidarietà ai lavoratori del carcere di Ariano Irpino. Quanto successo nella giornata di oggi presso il carcere di Ariano Irpino è inaccettabile ed è il frutto di politiche sbagliate del  centrosinistra e del Pd che ha, di fatto, abbandonato a sé stesso il  sistema carcerario lasciandolo allo sbando. Quattro lavoratori, quattro membri della polizia penitenziaria sono stati sequestrati dai detenuti durante una vera e propria rivolta carceraria.

Le condizioni di lavoro e di vita in carcere sono ormai insostenibili ed il governo del cambiamento si impegnerà per restituire dignità a chi opera nei luoghi di reclusione. Occorre aumentare il personale e ridurre il sovraffollamento carcerario. In ogni caso mi recherò al più presto in visita al carcere di Ariano e di Sant'Angelo dei Lombardi, per incontrare i direttori, la polizia penitenziaria, i detenuti: tutti vittime di un sistema che non funziona e che non può andare avanti così.

Voglio trasmettere agli operatori del settore la mia più totale solidarietà, ascoltare le loro esigenze e farmi loro portavoce presso il governo."

Così il sindaco di Ariano Irpino Domenico Gambacorta: "Qualcuno si vuole porre il problema di individuare urgenti soluzioni per migliorare le condizioni lavorative degli agenti di Polizia Penitenziaria? A loro e a tutto il personale della Casa Circondariale di Ariano Irpino va la nostra solidarietà."